Asia

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Metodo di ricerca ed analisi adottato

Per il medoto di ricerca ed analisi adottato

Vds post in data 30 dicembre 2009 sul blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com
seguento il percorso:
Nota 1 - L'approccio concettuale alla ricerca. Il metodo adottato
Nota 2 - La parametrazione delle Capacità dello Stato
Nota 3 - Il Rapporto tra i fattori di squilibrio e le capacità delloStato
Nota 4 - Il Metodo di calcolo adottato

Per gli altri continenti si rifà riferimento al citato blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com per la spiegazione del metodo di ricerca.

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mercoledì 21 dicembre 2016

Hong Komg: terremo di scontro

Asia
Hong Kong: Washington sfida Pechino
Serena Console
13/12/2016
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Non c’è solo la telefonata fra Donald Trump e la presidente taiwanese Tsai-Ing-wen a far storcere il naso a Xi Jinping. A complicare il dialogo fra gli Stati Uniti e la Cina è anche una proposta di legge a sostegno dell’autonomia di Hong Kong presentata dal senatore della Florida Marco Rubio (beniamino dell’establishment repubblicano nelle primarie presidenziali del partito perse contro il tycoon newyorkese), che co-presiede la commissione congiunta Congresso/Governo sulla Cina (Cecc), chiamata a monitorare la situazione dei diritti umani e dello stato di diritto a Pechino.

Insieme al collega dell’Arkansas Tom Cotton, Rubio ha presentato l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act, che rinnova lo storico impegno degli Stati Uniti per la libertà e la democrazia ad Hong Kong, in un momento in cui l’autonomia della città portuale è sempre più sotto attacco.

La proposta dei repubblicani punta a migliorare la libertà di stampa, di religione e di manifestazione e reclama la garanzia e la tutela dei diritti civili e delle minoranze etniche nell’ex colonia britannica, chiedendo che siano individuati e perseguiti i responsabili del rapimento dei cinque librai avvenuto nel gennaio scorso.

Sotto l’ombrello di Rubio
La normativa rafforza anche le norme presenti nello United States-Hong Kong Policy Actdel 1992, che consente agli Stati Uniti di intrattenere rapporti di natura commerciale ed economica con l’ex colonia britannica, lontano dall’ingombrante controllo di Pechino.

Rubio ha anche incontrato Joshua Wong, il ventitreenne attivista e leader della frangia studentesca che partecipò alle manifestazioni democratiche della rivoluzione degli ombrelli del 2014 ed è oggi il più giovane rappresentante del Parlamento di Hong Kong. Wong è intervenuto ad un incontro organizzato dalla Cecc in cui ha esortato il presidente eletto Donald Trump a “sostenere pienamente i diritti umani ad Hong Kong”.

Attualmente la situazione dei diritti umani in Cina è innegabilmente desolante, con gravi conseguenze soprattutto per la società civile, i religiosi, gli attivisti e i sindacalisti.

Il futuro dell’ex colonia
La dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984 prevede le modalità di transizione di Hong Kong da colonia britannica a provincia cinese: dal 1° luglio 1997, e per un arco temporale di cinquant’anni, la città portuale costituisce una regione amministrativa speciale, secondo il dettato dell’articolo 31 della Costituzione cinese.

Pechino controlla affari esteri e difesa, mentre al governo di Hong Kong sono riconosciuti il mantenimento del proprio impianto legislativo e l’attuazione delle misure di politica sociale.

Secondo questa formula, Hong Kong gode di un alto grado di autonomia e il governo centrale non interferisce nelle politiche interne della città. Nel periodo di interregno è in vigore la Hong Kong Basic Law, la carta costituzionale della città portuale che si fonda sulla dichiarazione congiunta sino-britannica.

Il 2047 segnerà la dissoluzione della formula “un paese, due sistemi”, catapultando Hong Kong in un futuro ancora incerto.

Opposizione in crescita
L’ultima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio legislativo, il Parlamento della città portuale, nel settembre scorso, è stata un chiaro esempio di come Pechino stia gradualmente perdendo il consenso degli abitanti dell’ex colonia britannica.

L’affluenza alle urne è stata peraltro la più alta di sempre, poco al di sotto del 60%: segno che gli hongkonghesi hanno a cuore la democrazia. Gli indipendentisti e gli oppositori di Pechino hanno conquistato più dei 24 seggi necessari per bloccare le riforme costituzionali. Grazie alla sua nuova configurazione politica, l’organo rappresentativo avrà più possibilità di bloccare un nuovo disegno di legge, anche se l’esercizio di questo potere di veto sarà tutt’altro che semplice.

Il risultato delle elezioni e l’avvento degli ombrelli gialli in Parlamento è stato un trionfo per il fronte filo-democratico nato durante il movimento degli ombrelli. Tuttavia, Xi Jinping, il presidente più potente dai tempi di Mao Zedong, non sembra intenzionato a recepire i segnali di democratizzazione lanciati dai cittadini di Hong Kong. E risponde eliminando le voci di dissenso.

A metà novembre, l’Alta Corte di Hong Kong, sotto pressione di Pechino, ha sollevato dall’incarico Yau Wai-ching e Baggio Leung, eletti del partito Youngspiration.

I due giovani parlamentari sono accusati di aver offeso il governo centrale durante il giuramento di insediamento del 12 ottobre, quando hanno usato l’espressione Shina per indicare la Repubblica Popolare Cinese. Il termine "Chee-na" o "Shina" era infatti utilizzato dai giapponesi durante l’invasione della Cina (1937-1945) per etichettare negativamente gli ex sudditi dell'impero celeste.

All’indomani della sentenza, Rubio si è detto preoccupato per le costanti pressioni esercitate da Pechino su Hong Kong. Resta da vedere come l’establishment cinese risponderà alle iniziative del senatore della Florida. L’approccio sino-centrico alla gestione della politica interna fa il paio con la richiesta di non ingerenza dall’esterno.

Allo scoppio delle proteste del movimento degli ombrelli, come accadde già per il massacro di Tiananmen, Pechino ha invitato l’opinione pubblica internazionale a non interferire con le dinamiche interne alla Muraglia. Una mossa, all’epoca, per moderare le rivolte sociali di matrice indipendentista lontano dagli occhi del mondo e, soprattutto, dallo sguardo dell’antagonista americano. Il Dragone si ripeterà?

Serena Console è stata stagista per la comunicazione dello IAI.

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