Asia

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Metodo di ricerca ed analisi adottato

Per il medoto di ricerca ed analisi adottato

Vds post in data 30 dicembre 2009 sul blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com
seguento il percorso:
Nota 1 - L'approccio concettuale alla ricerca. Il metodo adottato
Nota 2 - La parametrazione delle Capacità dello Stato
Nota 3 - Il Rapporto tra i fattori di squilibrio e le capacità delloStato
Nota 4 - Il Metodo di calcolo adottato

Per gli altri continenti si rifà riferimento al citato blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com per la spiegazione del metodo di ricerca.

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giovedì 21 aprile 2011

ISRAELE


Materiale di Approfondimento

Giovanni Sale S.I.
La questione israelo-palestinese

L’articolo, seguendo lo sviluppo storico-politico, mette a confronto alcune posizioni orientate a risolvere la difficile questione israelo-palestinese. La soluzione bistatuale (due Stati, due popoli) a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e dopo la Risoluzione ONU del 1947 è stata privilegiata dalla comunità internazionale e negli anni scorsi è stata posta come base di partenza nelle trattative delle due parti. Il raggiungimento di tale obiettivo è ancora ufficialmente lo scopo principale delle politiche sia del Governo di Israele sia dell’Autorità Nazionale Palestinese. Va ricordato però che la tesi monostatuale sostenuta apertamente dai fondamentalisti islamici, in questi ultimi anni ha guadagnato terreno tra alcuni studiosi e osservatori anche ebrei, della realtà mediorientali. In ogni caso le soluzioni appaiono di difficile attuazione.

Articolo La Civiltà Cattolica, Anno 161 2010 II 546-558, quaderno 3841, 19 giugno 2010

Sito web. www.laciviltàcattolica.it; e mail civcat@laciviltàcattolica.it

mercoledì 13 aprile 2011

ARABIA SAUDITA

Scheda Pase
2010



Paese: ARABIA SAUDITA
Macro Area: MEDIO ORIENTE
Descrizione geografica:
Area:

Il Regno Saudita costituisce parte integrante dell’area Medio Orientale. Con tale espressione, si indica comunemente la regione occupata dalle Nazioni dell'Asia sud-occidentale.

I Paesi che ne fanno parte sono: Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Autorità Palestinese (Gaza e Cisgiordania), Qatar, Siria, Turchia e Yemen.

Nel Medio Oriente vivono molti popoli diversi, in maggioranza musulmani. I principali sono gli Arabi, i Turchi, gli Iraniani e i Curdi.

I sei principali gruppi linguistici dell'area sono il persiano, l'arabo, l'ebraico, l'assiro, il curdo e il turco.

L'area mediorientale possiede una scarsissima presenza di risorse idriche, alla base dei numerosi conflitti che dilaniano la regione.





















Popolazione:

Sulla base delle stime del luglio 2008, la popolazione è composta da 28,146,656 persone, con una densità media di 13 unità per km². La maggior parte di essa (59,5%) ha un’età compresa tra i 15 ed i 64 anni ed è composta per il 56% da arabi e per il 18% da yemeniti, africani e asiatici giunti in Arabia negli anni Cinquanta, attratti dalle opportunità economiche offerte dalla regione. I nomadi, o beduini, costituiscono circa il 27% della popolazione, anche se il loro numero è in costante diminuzione. La gran parte della popolazione (l’88,5%) vive in insediamenti urbani.

Scenario storico:

La Penisola arabica, specialmente nelle regioni meridionali yemenite, è considerata una delle quindici aree del pianeta in cui si è organizzata la società umana ed è per questo motivo che la zona è definita "culla dell'umanità".

Volendo considerare solo la storia del XX° secolo, il regno dell'Arabia Saudita (dal nome della dinastia regnante, Saud) nasce nel 1932 dall'unificazione degli emirati della penisola araba, portata a termine dopo trent'anni di guerre dal re Abd al-Aziz ibn Saud. La famiglia saudita basa lo sviluppo economico del Paese sullo sfruttamento del petrolio affidato alle compagnie americane. I "petroldollari" vengono investiti nello sviluppo di infrastrutture moderne, che stridono con l'arcaicità del sistema poltico-sociale mantenuto dai Saud, a capo di una monarchia assoluta e autocratica posta al vertice di una piramide feudale di fedeli emiri e capitribù.

L’occidentalizzazione del Paese è avviata dal re Fahd a partire dal 1975. Ciò viene visto da molti come un tradimento della fede musulmana, in particolare dai gruppi fondamentalisti islamici (di orientamento wahabita), che diventano i catalizzatori dello scontento delle masse più povere e tradizionaliste.

La situazione peggiora all’inizio degli anni ‘90 quando re Fahd concede agli Stati Uniti il permesso di trasformare l’Arabia Saudita nella base delle loro operazioni militari durante la guerra contro l'Iraq, con il conseguente dispiegamento di centinaia di migliaia di soldati americani sul territorio nazionale. Proprio in questo periodo lo sceicco miliardario saudita di orinigini yemenite e di fede wahabita, Osama Bin Laden, fonda un potente movimento terroristico, Al-Qaeda, che inizia a compiere attentati contro obiettivi americani (sia militari che civili) in Arabia, ma anche in Tanzania e Kenya (1998), nello Yemen (2000) e negli stessi Stati Uniti con le stragi dell'11 settembre 2001.

Negli ultimi anni il principe ereditario Abdallah, in carica formalmente dal 2005, si è attivamente impegnato nella mediazione del processo di pace israelo-palestinese nel tentativo di placare il malcontento popolare interno, ma l'instabilità politica dell'Arabia Saudita si manifesta in maniera sempre più esplicita e la forte protezione USA sembra venuta meno.



Aspetto:

Geografia Fisica:



Il regno saudita occupa circa l'ottanta per cento della Penisola araba con un totale di 2,149,690 km quadrati. La capitale è Ryad.

Esso confina con l'Iraq, la Giordania, il Kuwait, l'Oman, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e lo Yemen. È bagnato dal Golfo Persico a nord-est e dal Mar Rosso ad ovest.

Più della metà della superficie del paese è costituita dal deserto, del quale una delle aree più vaste è rappresentata dal Rub’ al-Khali, che si estende per 650.000 km² in gran parte della regione sudorientale. A nord si incontra una propaggine del Deserto siriaco, mentre a nord-est si trova la regione desertica del Nafud (che copre un’area di circa 57.000 km²); a sud del Nafud si estende una regione di altipiani solcati da numerosi uadi, letti di fiumi generalmente asciutti, a eccezione della stagione delle piogge. A ovest gli altipiani si innalzano in una catena montuosa che si estende da nord a sud, attraversando le regioni dell’Higiaz e dell’Asir, e la cui massima elevazione è il Jabal Sawda (3.207 m). A est, lungo le rive del golfo Persico, si trova la depressione di Al Hasa, dove sono situati i principali giacimenti di petrolio del paese.

Il clima è asciutto, ma con grandi sbalzi di temperature. Il regime delle precipitazioni scarso, che in gran parte del paese non supera i 100 mm annui, rende il paese arido o semi-arido, col terreno principalmente stepposo e, talora, a prevalenza sabbiosa. Ciò spiega altresì l’assenza di laghi e di fiumi a regime permanente. Nella maggior parte del regno la vegetazione è spontanea e arbustiva. La zona costiera del mar Rosso, specialmente le barriere coralline, ha una fauna marina molto ricca. d'estate la temperatura può raggiungere 50 gradi, d'inverno è mite con temporali vicino al canale dell' Egitto



Geografia Umana:



La maggior parte dei Sauditi è di etnia araba, ma alcuni hanno un'origine etnica mista e sono discendenti di Turchi, Iraniani, Indonesiani, Indiani, Africani e di altre etnie minoritarie.

Fino agli anni sessanta, la maggior parte della popolazione era nomade o semi-nomade. A causa del rapido sviluppo economico ed urbano, più del 95% della popolazione ora è sedentarizzato. All'inizio degli anni novanta la distribuzione della popolazione variava notevolmente fra le città delle zone costiere ad est e ad ovest del Paese, le oasi interne densamente abitate e la maggioranza delle aree interne desertiche e, quindi, quasi totalmente disabitate. Alcune oasi hanno una densità di popolazione di più di 1.000 abitanti per chilometro quadrato.

Molti Arabi dei paesi vicini lavorano nel regno saudita. Ci sono inoltre numerosi asiatici, immigrati per lavoro principalmente dall'India, dal Pakistan, dal Bangladesh, dall'Indonesia e dalle Filippine. Gli occidentali sono meno di 100.000 in tutta l'Arabia Saudita.

La lingua nazionale è l’arabo e la religione ufficiale l'Islam, nella sua versione giuridico-teologica del hanbalismo wahhabita. Molto difficile rimane ancora la condizione della donna.



Geografia Economica:

Fino ad adesso non sono serviti a nulla i piani di diversificazione produttiva e il mercato del petrolio resta la fondamentale fonte di ricchezza del Paese. I suoi enormi introiti ricadono solo sulla famiglia reale (considerata in senso allargato fino a comprendere un migliaio di persone) arricchendola a dismisura, ma lasciando in una situazione difficile gran parte della popolazione. Infatti, l’Arabia Saudita possiede il 24% del totale stimato delle riserve del petrolio mondiale; figura come la più grande esportatrice di petrolio e svolge un ruolo principale nell'OPEC.

Il settore del petrolio rappresenta approssimativamente il 75% delle entrate del bilancio, il 40% del PIL ed il 90% degli incassi dovuti all'esportazione.

Geografia Politica:

L’Arabia Saudita è una monarchia assoluta; il sovrano esercita il potere legislativo ed esecutivo, coadiuvato dal Consiglio consultivo composto da 90 membri di nomina regia. Fino al marzo del 1992, anno in cui fu promulgata una Carta dei diritti, non esisteva una Costituzione scritta e a tutt’oggi non sono ammessi partiti politici. La gran parte degli alti funzionari dello stato è scelta tra i membri della famigli reale e le altre famiglie nobili e notabili del Paese. Il re, oltre a essere capo del governo, rappresenta anche la suprema autorità religiosa (“custode delle sante moschee”). La carica regia non è ereditaria; il successore del sovrano viene scelto tra i membri della folta famiglia reale, previa consultazione con i leader politici e religiosi. Il sistema giudiziario si basa sulla shariah, la legge islamica. Il principale organo giudiziario del Paese è costituito dal Consiglio Supremo. È in vigore la pena di morte.



La riforma del 1993 ha stabilito la suddivisione del Paese in tredici distretti amministrati da governatori e assemblee di notabili locali; le principali città eleggono il proprio governo municipale, mentre l’amministrazione dei piccoli centri e villaggi è affidata ai Consigli degli anziani.

Nel 2005 sono state organizzate le prime elezioni amministrative nella storia dell’Arabia Saudita.



ANALISI DEI FATTORI DI SVILUPPO

1 Fattore storico: conflitti - 4 (2003-2007, Islamic Militants)

2 Paesi limitrofi in conflitto - 4 (Iraq e Yemen)

3 Rifugiati (migliaia) - 4 (240,015, Palestinian Territories)

4 Disoccupazione (%) + 4 (13%)

5 Sfruttamento petr/oro/diam + 4 (petroleum, natural gas, iron ore, gold, copper)

6 Area geografica (migliaia Kmq) - 3 (2,149,690 sq km preso da CIA)

7 Area forestale (migliaia Kmq) Non Pervenuto

8 Fazioni etniche/religiose + 2

9 Mov. Int. strati pop. (migliaia) Non Pervenuto

10 Regime Politico (-10 a +10) 0

11 Nuovi Stati formazione instabile + 4 (non è un nuovo stato, 1932)

12 Corruzione (1-10) + 1 (3.5)

13 PNL pro-capite (US$) + 4 (9.532)

14 Crescita economica (%) - 2 (- 0.6)

15 Forza lavoro in agricoltura (%) + 4 (12%)

16 Aiuto Estero (% PNL) Non pervenuto

17 HIV/AIDS (%) + 4 (Inferiore 0,2)

18 Spesa militare (% PNL) + 4 (10%)

19 Disastri Naturali 0 (frequent sand and dust storms)

20 Isolamento geografico + 4 (Red Sea, Persic Gulf)

21 Indice sviluppo umano + 3 (0.7772)

22 Popolazione (milioni) + 1 (23.3)

23 Crescita demografica (%) - 3 (2.3)



COMMENTO TABELLA FATTORI



Conflitti: L’Arabia Saudita ha dato i natali a molti degli attentatori che, negli ultimi anni, hanno colpito obiettivi in occidente. Lo stesso Osama Bin Laden è di origine saudita. Per questo, seppur non sia possibile di parlare di “guerra” nel senso proprio del termine, la progressiva occidentalizzazione del Paese ha scatenato le ire di un sempre maggior numero di Militanti Islamici presenti sul territorio.



Paesi limitrofi in conflitto: L’Arabia Saudita confina con l’Iraq e lo Yemen, non stabili.



Rifugiati: I rifugiati presenti nel Paese, quasi 250.000, provengono dai territori palestinesi.



Disoccupazione: Il tasso di disoccupazione, attestato intorno al 13%, coinvolge solo la popolazione maschile. Le donne non hanno diritto ad esercitare un’attività lavorativa. La percentuale, che secondo alcune fonti interne arriverebbe in alcune zone fino al 25%, si rivela piuttosto alta e preoccupante poiché coinvolge soprattutto la popolazione giovanile.



Sfruttamento petrolio/oro/diamanti: Tra le risorse naturali del Paese si annoverano: petrolio, gas naturale, ferro, oro e rame. La produzione di petrolio è di 9,2 mln di barili al giorno, di cui ne vengono esportati 8.2 mln. Secondo la stima più recente, le riserve disponibili ammonterebbero a 266,8 miliardi di barili. Il gas naturale prodotto viene interamente consumato all’interno. I maggiori partners commerciali sono: per le esportazioni (USA, Giappone, Corea del Sud, Cina, Taiwan e Singapore) e per le importazioni (USA, Cina, Germania, Italia, Corea del Sud ed UK).



Area geografica: L’Arabia Saudita, con i suoi 2,149,690 km quadrati ricopre una superficie sette volte più grande di quella italiana. Essa confina con l'Iraq, la Giordania, il Kuwait, l'Oman, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e lo Yemen. È bagnato dal Golfo Persico a nord-est e dal Mar Rosso ad ovest.



Area forestale: Non si rileva la presenza di aree forestali.



Fazioni etniche/religiose: Forte presenza di militanti islamici.



Movimenti internazionali: Dato non pervenuto.



Regime politico: Il regno saudita costituisce una monarchia pressoché assoluta. Non esistono partiti politici ed il potere è interamente concentrato nelle mani della famiglia dinastica Saud.



Nuovi Stati formazione instabile: L’indipendenza è stata acquisita nel 1932.



Corruzione: Il tasso di corruzione non risulta molto elevato (3.5 su una scala dall’1 al 10).



PNL pro-capite: Il PNL pro-capite risulta decisamente elevato ed è pari a 9.532$



Crescita economica: Nonostante i notevoli proventi derivanti dall’esportazione del petrolio, la crescita annua non risulta molto elevata e si attesta intorno allo 0,1%.



Forza lavoro in agricoltura: Solo il 6,7% della forza lavoro è impiegato nell’agricoltura. Il restante 21,4% lavora nell’industria, mentre il 71,9% nei servizi.



Aiuto estero: Dato non pervenuto.



AIDS: La percentuale di malati rispetto alla popolazione totale è molto basso, intorno allo 0,1%.



Spesa militare: Calcolata intorno al 10% del PIL Nazionale.



Disastri naturali: Date le condizioni climatiche e la natura del territorio, sono assai frequenti tempeste di sabbia e di polvere.



Isolamento geografico: Paese con possibilità di sfruttare la propria posizione per i commerci



Indice di sviluppo umano:Abbastanza elevato



Popolazione: Intorno ai 28 milioni di persone di cui più di 5 milioni non sono nazionali.



Crescita demografica: Risulta piuttosto elevata





FORMULA DI VALUTAZIONE



SICUREZZA: - 1,8 (MAGENTA) = - 2

COESIONE SOCIALE: 2 (BLU) = + 3

GOVERNO: 1 (BIANCO) = + 1

CAPACITA’ ECONOMICA: 2.8 (BLU) = + 3

SVILUPPO SOCIALE: 1,4 (AZZURRO) = + 2


IPOTESI DI LAVORO = 1.4 = + 2 = AZZURRO

OMAN

Scheda analitica per Paese
2010
Paese: Oman.

Macro Area: Asia Medio Orientale.
Descrizione Geografica:
Dislocazione relativa di Oman

- Geografia Fisica.

Il Sultanato dell'Oman (‘Omān) è uno stato asiatico situato nella porzione sud-orientale della penisola arabica. Confina con gli Emirati Arabi Uniti a nord-ovest, con l’Arabia Saudita a ovest e con lo Yemen a sud-ovest. Si affaccia sul mar Arabico a sud e a est, sul Golfo Persico a nord-est.

Clima.

E’ tropicale, caldo-umido d'estate e caldo d'inverno. Le precipitazioni atmosferiche sono scarse ed il periodo più favorevole per visitare il paese va da novembre a marzo-aprile.

(1) Enclavi, (Posizioni geografiche favorevoli).

(2) La penisola di Musandam, situata in una posizione strategica sullo Stretto di Hormuz, è separata dal resto del paese da un tratto di costa appartenente agli Emirati Arabi Uniti: si tratta perciò di una enclave.

Un'altra enclave all’interno del territorio degli EAU è Madha, che si estende per 75 km² ed è situata a metà strada fra la penisola del Musandam e l’Oman propriamente detto. Madha, che appartiene alla wilāya di Musandam, si trova sulla strada costiera orientale tra Dibba e Fujairah ed è circondata dall’emirato di Sharjah.

All’interno della exclave omanita di Madha si trova inoltre una exclave degli EAU, nota come Nahwa, appartenente all’emirato di Sharjah e formata da un piccolo centro con una quarantina di case. Questi confini, così complessi, vennero definitivamente stabiliti solo nel 1969.



- Geografia Umana.

Demografia.

La maggior parte della popolazione è costituita da arabi, sebbene vi sia una minoranza di baluchi provenienti dall’Iran. Come in molti altri paesi della penisola arabica, anche in Oman vivono molti lavoratori provenienti da vari paesi asiatici (soprattutto India, Pakistan e Iran).

La lingua ufficiale è l’arabo. Le minoranze parlano inoltre le lingue del paese d’origine. Nel Dhofar si parlano lingue sudarabiche, come il Mahri, che appartengono ad un ramo delle lingue semitiche diverso da quello dell’arabo.

La religione maggiormente professata è l’Islam (si tratta per lo più di Ibaditi, fatta eccezione per Dhofar dove si trova una comunità sunnita).

Dati generiche.

 Popolazione: 3.311.640, ( inclusive 577.293 non nazionali (Luglio 2008 )

 Distribuzione di età:

 0-14 anni: 42,7% (maschi 721.796/femmine 692.699)

15-64 anni: 54,5% (maschi 1.053.040/femmine 752.962)

65 anni ed eccedenza: 2,8% (maschi 51.290/femmine 39.853) (2008 est.)

 Tasso di crescita: 3,19% (2008 est.)

 Tasso di natalità: 35,26 nascite/1.000 popolazione (2008 est.)

 Tasso di mortalità: 3,68 morti/1.000 popolazione (2008 est.)

 Tasso di saldo migratorio: 0,33 migranti(s)/1.000 popolazione (2008 est.)

 Distribuzione del sesso:

 alla nascita: 1,05 maschi/femmine

sotto 15 anni anni: 1,04 maschi/femmine

15-64 anni: 1,4 maschi/femmine

65 anni ed eccedenza: 1,29 maschi/femmine

popolazione totale: 1,23 maschi/femmine (2008 est.)

 Tasso di mortalità infantile

 total: 17,45 morti/1.000 feti nati vivi

maschi: 19,95 morti/1.000 feti nati vivi

femmine: 14,83 morti/1.000 feti nati vivi (2008 est.)

 Speranza di vita alla nascita

 popolazione totale: 73,91 anni

maschi: 71,64 anni

femmine: 76,29 anni (2008 est.)

 Quoziente di fecondità: 5,62 bambini nati/donna (2008 est.)

 HIV/AIDS - tasso di prevalenza su adulto: 0,1% (2001 est.)

 HIV/AIDS - la gente che vive con HIV/AIDS: 1.300 (2001 est.)

 HIV/AIDS – morti: 200 (2003 est.)

 Tasso alfabetizzazione: popolazione totale: 81,4%.



- Geografia Economica.

Economia

Valuta:

Riyal


PIL (PPA) (2005):

40.923 milioni di $ (85º)


PIL procapite (PPA) (2005):

16.862 $ (40º)


ISU (2005):

0,814 (alto) (58º)

Prima del 1940 la rupia indiana e il Tallero di Maria Teresa (chiamato localmente rial) erano le principali monete che circolavano nel Muscat e Oman, come allora era chiamato lo stato; in particolare la rupia circolava lungo la costa ed il tallero nell'interno. Il tallero di Maria Teresa era valutato 230 paisa, e 64 paisa erano uguali ad una rupia.[1]

Nel 1940 furono introdotte delle monete per l'uso in Dhofar, seguite nel 1946 da monete per l'uso in Oman. Entrambe le monete erano denominate in baisa (equivalente al paisa), con 200 baisa in un rial. La rupia indiane e, dal 1959, la rupia del Golfo continuarono a circolare.

Nel 1970 il rial Saidi (da non confondere con il rial saudita) divenne la valuta dell'Oman. Era uguale alla sterlina britannica e sostituiva la rupia del Golfo con un tasso di circa 21 rupie per un rial. Il nuovo rial era suddiviso in 1000 baisa. Il rial dell'Oman sostituì il rial Saidi alla pari nel 1973. Il nome della valuta fu cambiato dopo il cambio di regime nel 1970 ed al susseguente cambiamento del nome del paese.

Monete.

Negli anni 1890 furono coniate monete da 1/12 e da 1/4 di anna (1/3 ed 1 paisa), battute specificamente per l'uso in Muscat ed Oman.

Nel 1940 furono coniate monete per l'uso in Dhofar con valori da 10, 20 e 50 baisa. Nel 1948 si aggiunsero monete da 1/2 rial, seguite da quelle da 3 baisa il 1959. Nel 1946 furono introdotti i pezzi da 2, 5 e 20 baisa per l'uso in Oman. Questi furono seguiti tra il 1959 ed il 1960 dalle monete da 3 baisa e da 1/2 ed 1 rial.

Nel 1970 fu introdotta la monetazione che serviva per tutto il Muscat ed Oman. Le monete erano da 2, 5, 10, 25, 50 e 100 baisa. Nel 1975 furono emesse le nuove monete con il nome di Oman. Le monete da 1/4 e 1/2 rial furono introdotte nel 1980. Le monete attualmente in circolazione sono:

Negli anni 1980 furono anche coniate monete da 100 baisa, 1/4 rial, e 1/2 rial in metallo non prezioso.

Banconote.

Il 1970 furono introdotte dal governo banconote con i tagli da 100 baisa e da 1/4, 1/2, 1, 5 e 10 rial saidi. Queste furono seguite nel 1973 dalle banconote da 100 baisa e da 1/4, 1/2, 1, 5 e 10 rial emesse dall'Oman Currency Board. Dal 1977 la “Central Bank of Oman” ha iniziato l'emissione di banconote con i tagli da 20 e 50 rial, seguite da quelli da 200 baisa il 1985.

Tasso fisso di cambio.

Dal 1973 al 1986 il rial ha avuto un tasso fisso di cambio con il dollaro statunitense di 1 rial = 2,895 dollari. Nel 1986 il tasso è stato portato a 1 rial = 2,6008 dollari, che si traduce circa in 1 dollaro = 0,384497 rial.

La “Central Bank” compra dollari U.S.A. a 0,384 rial e li vende a 0,385 rial.

Prima che Malta adottasse l'euro il 1 gennaio 2008, il rial era la quarta "valuta di maggior valore" dopo il dinaro kuwaitiano, la lira maltese ed il dinaro del Bahrain. Ora si colloca al terzo posto.

Dati economiche più rilevanti.

 Prodotto Interno Lordo (PIL): US$ 61.21 miliardi (2007 est.)

 Tasso di inflazione annuo (prezzi al consumo): 4% (2007 est.)

 Tasso di accrescimento di produzione industriale: 3,2% (2007 est.)

 Elettricità – produzione: 11,89 milioni kWh (2005)

 Elettricità – consumo: 8,661 milioni kWh (2005)

 Elettricità – esportazioni: 0 kWh (2005)

 Elettricità – importazioni: 0 kWh (2005)

 Petrolio – consumo: 66,000 barilotti/giorno (2005 est.)

 Petrolio – importazioni: 15,440 barilotti/giorno (2004)

 Petrolio – esportazioni: 733,100 barilotti/giorno (2004)

 Petrolio - riserve dimostrate: 5,506 milioni barilotti (1 January 2006 est.)

 Gas naturale – produzione: 18,98 milioni metro cubico (2005 est.)

 Gas naturale – consumo: 8,795 milioni metro cubico (2005 est.)

 Gas naturale – esportazioni: 10,19 milioni metro cubico (2005 est.)

 Gas naturale – importazioni: 0 metro cubico (2005)

 Gas naturale - riserve dimostrate: 795,2 milioni metro cubico (1 January 2006 est.)

 Esportazioni: $22,68 milioni f.o.b. (2007 est.)

 Esportazioni – soci: China 23,6%, South Korea 17,9%, Japan 10,9%, Thailand 10,7%, South Africa 7,7%, UAE 6,3% (2006)

 Importazioni: $11 milioni f.o.b. (2007 est.)

 Importazioni – soci: UAE 22,4%, Japan 16,4%, US 8,1%, Germany 5,5%, India 4,3% (2006)

 Debito – esterno: $3,483 milioni (31 December 2007 est.)

- Geografia Politica.

 Capitale: nome: Muscat

Coordinate geografiche: 23 37 N, 58 35 E

Differenza di tempo: UTC+4 (9 hours ahead of Washington, DC during Standard Time)

 Indipendenza: 1650.

 Principali città:

• Aal-Ashkhara

• Mascate

 Potere esecutivo

ANALISI DEI FATTORI DÌ SVILUPPO

1 Fattore storico: conflitti. Indice di fragilità dello Stato 2007 = 5

Fonte “Center for Systeamtic Center”.

Il conflitti avuti con la UAE, (United Arab Emirates) per i confine finirono nel 2003, ma rimangono i problemi di traffico delle persone e lo sfruttamento fuori legge di loro.

2 Paesi limitrofi in conflitto. Se bene Iraq e Afghanistan non sono i suoi vicini, quelli si dislocano appena attraver-sando il Golfo Persico, quindi la posizio-ne geografica è svantaggiosa al riguardo.

3 Rifugiati, (migliaia). 50

4 Disoccupazione, (%). 15

5 Sfruttamento petrolio/oro/diamante. Pe (N), 710,000 barili al giorno

6 Area geografica, (migliaia Kmq). 212.460

7 Area forestale, (migliaia Kmq). 0.0

8 Fazioni etniche/religiose. Vedere b. Geografia Umana

L

9 Movimento interno di strati della popolazione. (migliaia). 50

• Capo dello stato: Sultano e Primo Ministro QABOOS Bin Said al-Said (Sultano dal 23 Luglio 1970 e anche il Primo Ministro, dal 23 Luglio 1972).





10 Regime Politico (-10 a + 10). Forma di governo:

Monarchia, (Sultanato).





11 Nuovi Stati formazione instabile. 1650 – Non è uno stato nuovo, (S)

12 Corruzione.(1 -10). 4,7

13 PNL pro capite (USS). 15602

14 Crescita economica (%). 1,8

15 Forza lavoro in agricoltura (%). 2,2

16 Aiuto Estero (% PNL). 0,8

17 HIV/AIDS (%). Maggiore a 0,2

18 Spesa Militare (% del PNL). 4,1

19 Disastri Naturali Periodiche siccità, crescite, tormente di savie ; terremoti. S

20 Isolamento Geografico. N

21 Indice sviluppo umano. 0,814

22 Popolazione (milioni). 3,3

23 Crescita Demografica (%). 3,19



CONSIDERAZIONI

Oman è uno stato equilibrato considerando la instabilità generale della macro area dove si trova. Da un lato la forma di condotta dello stato, (monarchia islamica) chiaramente non presenta le vantaggi delle moderne democrazie occidentali, dal altro la sua economia e abbastanza forte dovuto alle risorse energetiche che possiede nel suo territorio. Sono punti di leve criticità la forma della condotta dello stato, i problemi di traffico delle persone e lo sfruttamento fuori legge di loro.

Se bene Iraq e Afghanistan non sono i suoi vicini, quelli si dislocano appena attraver-sando il Golfo Persico, quindi la posizione geografica è svantaggiosa al riguardo delle possibilità di “importazione” del radicalismo/terrorismo islamico.





IPOTESI DI STUDIO
Lo Stato preso in esame: Oman ha evidenziato una capacità di resistere agli squilibri e “shoks” pari a: 1 (Bianco - STATO AMPIAMENTE STABILE), e si può disegnare alla data giugno 2009, il seguente scenario;

• Al riguardo della sicurezza: (1 Bianco): equilibrio di 1° livello.

• Al riguardo della coesione sociale: (0 Giallo): in equilibrio.

• Al riguardo del governo: (2 Azzurro): sviluppo di 2° livello.

• Al riguardo dello Sviluppo economico: (0 Giallo): equilibrio minimo.

• Al riguardo dello Sviluppo sociale: (3 Blu): sviluppo di 3° livello.

KUWAIT

Scheda Analitica per Paese
2010


Paese: KUWAIT
Macro Area: MEDIO ORIENTE
Descrizione geografica:
Area:

Il Kuwait costituisce parte integrante dell’area Medio Orientale. Con tale espressione, si indica comunemente la regione occupata dalle Nazioni dell'Asia sud-occidentale.

I Paesi che ne fanno parte sono: Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Autorità Palestinese (Gaza e Cisgiordania), Qatar, Siria, Turchia e Yemen.

Nel Medio Oriente vivono molti popoli diversi, in maggioranza musulmani. I principali sono gli Arabi, i Turchi, gli Iraniani e i Curdi.

I sei principali gruppi linguistici dell'area sono il persiano, l'arabo, l'ebraico, l'assiro, il curdo e il turco.

L'area mediorientale possiede una scarsissima presenza di risorse idriche, alla base dei numerosi conflitti che dilaniano la regione.

Popolazione:

Il Kuwait ha una popolazione di più di 2 milioni e mezzo di abitanti, con una densità media di 146 unità per km², formata prevalentemente da arabi

Sono inoltre presenti arabi provenienti da altri paesi, indiani, pakistani e iraniani. Prima del 1990 i palestinesi rappresentavano una consistente minoranza, ma il sostegno della Palestina all’invasione irachena del Kuwait fece sì che il governo li incoraggiasse a lasciare il paese dopo la liberazione.

Scenario storico:

Il regno del Kuwait ottiene la propria indipendenza il 19 giugno 1961. Fino a quel giorno, dal 1899, era stato un protettorato britannico. La monarchia ereditaria al potere, quella degli al-Sabah, controlla da sempre il Paese.

Il Kuwait, il 2 agosto 1990, venne invaso dalle truppe dell’Iraq e liberato nel febbraio del 1991 da una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti d’America e incaricata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di ricostruire lo stato di diritto internazionale violato dall’aggressione delle truppe di Saddam Hussein.

Aspetto:

- Geografia Fisica:

Il Kuwait confina a sud e a sud ovest con l’Arabia Saudita, a nord e a nord ovest con l’Iraq e si affaccia a est sul Golfo Persico. Sotto la sovranità kuwaitiana ci sono anche una moltitudine di isole, tra le quali le maggiori sono quelle di Warbah e Bubiyan. Il territorio del Kuwait è in massima parte sabbioso. Da anni procede un contenzioso internazionale per la definizione dei confini con l’Arabia Saudita e l’Iraq.

A parte alcune limitate zone costiere, il territorio del paese è interamente desertico, con una configurazione alternativamente piatta e ondulata del terreno completamente arido.

- Geografia Umana:

La metà circa della popolazione residente è formata da stranieri, in particolare da migranti che giungono nel regno dai paesi dell’Estremo Oriente come manodopera sfruttata nei giacimenti e nelle raffinerie di petrolio.

La lingua ufficiale è l’arabo, ma diffuso è anche l’inglese. La religione principale è quella musulmana di rito sunnita.

- Geografia Economica:

La risorsa fondamentale del Paese è il petrolio, che contribuisce al 50 percento del Prodotto Nazionale Lordo e al 90 percento delle esportazioni. L’estrazione del greggio avviene, a ritmi serrati, da circa 700 pozzi sparsi in tutto il Paese e nelle isolette dominate dal Kuwait. Tutti i pozzi sono collegati, attraverso oleodotti, al porto di Mena al-Ahmadi dove partono le navi che forniscono i clienti in giro per il mondo e dove si trovano gli impianti di raffinazione del regno.

Altre installazioni industriali, nella zona di Shuwayk, producono prodotti chimici, fertilizzanti in particolare, e materiale edile. Un impianto fondamentale per la sopravvivenza del Kuwait, povero di risorse idriche, è lo stabilimento di dissalazione delle acque di mare nel porto di Shuaiba. Sempre più però, gli ambienti imprenditoriali del Kuwait premono sulla casa reale per un programma di riforme economiche che permetta di diversificare gli investimenti dei proventi del petrolio, lo snellimento della burocrazia e una maggiore regolamentazione del sistema bancario e finanziario.

- Geografia Politica:



Il Kuwait è una monarchia costituzionale con un sistema di governo parlamentare, il più antico del Golfo. Il capo dello stato è l'Emiro, un titolo semi-ereditario.

Recentemente si è palesata l’insofferenza di una parte della società kuwaitiana per il criterio nepotista di gestione del potere nel Paese. Una ristretta oligarchia gestisce in modo autoreferenziale gli esorbitanti proventi della vendita del petrolio.

In Kuwait è attualmente ancora in vigore la pena di morte.

ANALISI DEI FATTORI DI SVILUPPO

1 Fattore storico: conflitti + 3 (terminato 1991)

2 Paesi limitrofi in conflitto - 4 (Iraq – Saudi Arabia)

3 Rifugiati (migliaia) Non Pervenuto

4 Disoccupazione (%) + 4 (2.2)

5 Sfruttamento petr/oro/diam + 4 (petroleum, fish, shrimp, natural gas)

6 Area geografica (migliaia Kmq) + 4 (17,820 sq km)

7 Area forestale (migliaia Kmq) Non Pervenuto

8 Fazioni etniche/religiose + 3

9 Mov. Int. strati pop. (migliaia) Non Pervenuto

10 Regime Politico (-10 a +10) - 3

11

Nuovi Stati formazione instabile - 2 (indipendenza 1961 ed instabilità terminata nel 1991)

12 Corruzione (1-10) + 4 (4.7)

13 PNL pro-capite (US$) + 4 (31.000)

14 Crescita economica (%) - 2 (0.6)

15 Forza lavoro in agricoltura (%) Non Pervenuto

16 Aiuto Estero (% PNL) Non Pervenuto/Inesistente

17 HIV/AIDS (%) + 4 (inferiore a 0.2)

18 Spesa militare (% PNL) - 4 (5.3%)

19 Disastri Naturali 0 (sandstorms and dust storms)

20 Isolamento geografico + 4 (Persic Gulf)

21 Indice sviluppo umano + 4 (0.891)

22 Popolazione (milioni) + 4 (2.7)

23 Crescita demografica (%) - 2 (2.2)

COMMENTO TABELLA FATTORI



Conflitti: Il Kuwait, il 2 agosto 1990, venne invaso dalle truppe dell’Iraq e liberato nel febbraio del 1991 da una coalizione internazionale guidata dagli USA e incaricata dall’UNSC.



Paesi limitrofi in conflitto: Il Kuwait confina con l’Iraq (dove è ancora in corso un conflitto) e con l’Arabia Saudita (in cui si attesta la forte presenza di militanti islamici).



Rifugiati: Dato non pervenuto.



Disoccupazione: Mediamente bassa, pari al 2.2% del totale della popolazione.



Sfruttamento petrolio/oro/diamanti. La risorsa principale per il paese è il petrolio. Ne vengono estratti 2.613 milioni di barili al giorno e la quasi totalità di essi viene esportato.



Area geografica: Il Kuwait è uno tra i paesi più piccoli al mondo con i suoi 17.820 km quadrati.



Area forestale: Dato non pervenuto



Fazioni etniche/religiose: Nessun gruppo risulta a rischio di discriminazione



Movimenti internazionali: Dato non pervenuto



Regime politico: Si tratta di una monarchia costituzionale di stampo parlamentare. Di fatto non è un esempio di paese completamente libero.



Nuovi Stati formazione instabile: L’indipendenza è stata acquisita nel 1961 ed il cammino verso la stabilità è ripreso dopo il 1991.



Corruzione: Mediamente sostenuta (4,7 su una scala da 1 a 10)



PNL pro-capite: Estremamente elevato (31.000 $)



Crescita economica: Attestata attorno allo 0.6% annuo



Forza lavoro in agricoltura: Dato non pervenuto

Aiuto estero: Dato non pervenuto

AIDS: Percentuale di malati bassa ed inferiore allo 0,2% della popolazione totale.

Spesa militare: Pari al 5.3% del PNL

Disastri naturali: Date le condizioni climatiche e la natura del territorio, sono assai frequenti tempeste di sabbia e di polvere.

Isolamento geografico: Paese con possibilità di sfruttare la propria posizione per i commerci

Indice di sviluppo umano: Elevato

Popolazione: Pari a 2.7 milioni di persone di cui la maggior parte non sono cittadini nazionali

Crescita demografica: Abbastanza sostenuta


iPOTESI DI STUDIO
SICUREZZA: 2.4 = BLU = + 3

COESIONE SOCIALE: 3 = VERDE = + 4

GOVERNO: -1.4 = MAGENTA = - 2

CAPACITA’ ECONOMICA: 1,75 = AZZURRO = + 2

SVILUPPO SOCIALE: 2,8 = BLU = + 3



IPOTESI DI STUDIO = 2




SCHEDA FINALE







Lo Stato preso in esame: KUWAIT ha evidenziato una capacità di resistere agli squilibri e shoks pari a: 2 (AZZURRO)

E si può disegnare, per esso, il seguente scenario:

a. di sviluppo (Stato in fase di sviluppo).

Quindi il Paese, alla data del Giugno 2009, è in fase di sviluppo e presenta in particolare uno scenario di:

SICUREZZA  Sviluppo di 2° livello: Blu

COESIONE SOCIALE  Sviluppo di 3° livello: Verde

GOVERNO  Squilibrio di 3° livello: Magenta

CAPACITA’ ECONOMICA  Sviluppo di 1° livello: Azzurro

SVILUPPO SOCIALE  Sviluppo di 2° livello: Blu

YEMEN

Scheda Analitica per Paese
2010


Paese: YEMEN
Macro Area: MEDIO ORIENTE
Descrizione geografica:
Area:

Lo Yemen costituisce parte integrante dell’area Medio Orientale. Con tale espressione, si indica comunemente la regione occupata dalle Nazioni dell'Asia sud-occidentale. I Paesi che ne fanno parte sono: Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Autorità Palestinese (Gaza e Cisgiordania), Qatar, Siria, Turchia e Yemen. Nel Medio Oriente vivono molti popoli diversi, in maggioranza musulmani. I principali sono gli Arabi, i Turchi, gli Iraniani e i Curdi. I sei principali gruppi linguistici dell'area sono il persiano, l'arabo, l'ebraico, l'assiro, il curdo e il turco. L'area mediorientale possiede una scarsissima presenza di risorse idriche, alla base dei numerosi conflitti che dilaniano la regione.

Popolazione:

La popolazione dello Yemen è di 23.013.376 abitanti (2008), con una densità media di 44 unità per km². Raggruppata perlopiù in tribù o clan (il nucleo sociale principale), vive soprattutto in piccoli villaggi, dove l’agricoltura rappresenta l’attività preponderante; la percentuale di popolazione rurale è del 74%.

Scenario storico:

Il Nord dello Yemen divenne indipendente dall'Impero Ottomano nel 1918 e nel 1962 vi fu proclamata la Repubblica Araba dello Yemen. Nel 1839 l'Impero Britannico aveva occupato il porto della città di Aden e ne aveva fatto una colonia, circondata da alcuni protettorati su cui esercitava un'effettiva influenza. Nel 1967 i britannici, sotto la spinta di forze insurrezionaliste fomentate soprattutto dall'Egitto, si ritirarono e qui nel 1970 fu instaurato il regime comunista della Repubblica Democratica Popolare dello Yemen, anche noto come Yemen del Sud. Nel 1978 iniziò nel nord il Governo assolutista di Abdallah Saleh, esteso in seguito al sud con l'unione del 1990. In quell'anno infatti i due Stati yemeniti si riunirono in un unico Stato, l'attuale Yemen. Nel 1994 alcuni ufficiali e politici di ispirazione marxista proclamarono la secessione della regione meridionale dello Yemen che assunse il nome di Repubblica Democratica dello Yemen con capitale Aden. Non riconosciuto internazionalmente, questo tentativo di secessione venne stroncato in due settimane di combattimenti dalle forze governative. Non si verificarono rappresaglie di rilievo e fu garantita l'amnistia ai combattenti e ai membri della frangia secessionista, con l'eccezione dei capi che riuscirono in buona parte a fuggire all'estero. Successivamente vennero avviate riforme politiche allo scopo di evitare nuove possibili ribellioni, in particolare venne stabilita l'elezione del presidente della repubblica con voto popolare. Nell’estate del 2004, nella provincia di Sa’dah, nel nord-ovest del paese, scoppia tra la minoranza sciita una rivolta antigovernativa; l’intervento dell’esercito causa migliaia di morti e gravi distruzioni. Gli scontri riprendono nella primavera del 2005, quando muore in battaglia il leader della rivolta Hussein al-Hawthi. Nel 2006 Alì Abdullah Saleh viene confermato alla presidenza del paese con il 96% dei voti; le opposizioni denunciano brogli e violenze. Nel 2007 riprende la rivolta sciita nel Nord del paese, soffocata nel sangue dall’esercito yemenita.

Aspetto:

Geografia Fisica:

L’estrema regione meridionale dello Yemen è calda e arida e si affaccia per circa 1.200 km sul golfo di Aden con una stretta pianura sabbiosa; quella occidentale, la semidesertica Tihama, che si estende nell’interno per circa 50 km, presenta una lunga fascia costiera bagnata dal Mar Rosso. La sezione centrale, dove precipitazioni irregolari ma abbondanti permettono le coltivazioni, è dominata da elevati altipiani e massicci montuosi solcati da profonde vallate; qui si trovano il Jabal an-Nabi Shu’ayb (3.760 m), la massima cima del paese, non lontano dalla capitale, e l’Hadhramaut, una valle che si estende oltre le catene dominanti il litorale sudorientale. Le alteterre, pur non presentando corsi d’acqua permanenti, sono interrotte da gole e valli originate dai numerosi fiumi a corso stagionale (uadi) le cui zone limitrofe, insieme alle oasi, costituiscono le aree più fertili del paese. Presso il confine nordorientale l’altitudine digrada, lasciando il posto al grande deserto sabbioso del Rub’ al-Khali (in arabo “Regno del vuoto”). Il clima della fascia costiera è caldo torrido, con medie annue delle temperature di circa 27,7 °C e delle precipitazioni che variano da 80 (a sud) a 230 mm (a ovest). I venti, che spirano verso nord-ovest durante i mesi estivi e verso sud-ovest in quelli invernali, causano forti tempeste di sabbia. Nelle regioni montuose interne il clima è temperato, con inverni generalmente freschi e medie di precipitazioni che si attestano tra i 400 e i 750 mm annui (le più alte della penisola arabica).

Geografia Umana:

Il gruppo prevalente è quello arabo; soltanto nella fascia costiera occidentale vivono minoranze di origine africana e meticci. La lingua ufficiale è l’arabo, mentre la religione maggiormente praticata è l’islamismo, di orientamento sciita nelle aree settentrionali, centrali e orientali, e sunnita in quelle meridionali e sudoccidentali, dove sono presenti anche piccole comunità di indù e cristiani. Lo Yemen è l'unico stato al mondo dove si diventa maggiorenni a 14 anni.

Geografia Economica:

Il paese dipende molto dagli aiuti stranieri e dalle rimesse degli emigrati; nel 2006 il prodotto interno lordo era di 19.057 milioni di dollari USA, corrispondenti a 876,90 dollari pro capite. L’agricoltura e la pesca, perlopiù di sussistenza, occupano gran parte della popolazione attiva nel sud (una delle regioni più povere del mondo arabo); fa eccezione Aden, il principale porto per il rifornimento delle navi tra il mar Mediterraneo e l’oceano Indiano, al cui declino, avvenuto durante gli anni Settanta e Ottanta, si è cercato di porre rimedio tramite l’istituzione, nel 1991, di una zona interna di libero scambio.

Geografia Politica:

Lo Yemen (o Jemen) è uno Stato assolutista islamico retto dal Padre della Patria Saleh. A livello locale grande potere è riservato a tribù e principati maomettani. La Repubblica dello Yemen si costituì il 22 maggio 1990, unendo la Repubblica democratica popolare dello Yemen (RDPY) e la Repubblica araba dello Yemen (RAY). In base alla Costituzione del 1991, emendata nel 1994, al vertice dello stato è un presidente eletto con suffragio universale ogni sette anni; egli è anche capo del governo, nelle cui funzioni è coadiuvato da un gabinetto guidato da un primo ministro e da un Consiglio consultivo di 59 membri, di nomina presidenziale. Il potere legislativo è affidato a un Parlamento unicamerale, l’Assemblea dei rappresentanti (Majlis al-Nuwaab), composta di 301 membri eletti ogni cinque anni a suffragio universale. Il sistema giudiziario si basa sulla legge islamica (shariah) e ha al suo vertice una Corte suprema. È in vigore la pena di morte.

ANALISI DEI FATTORI DÌ SVILUPPO

1 Fattore storico: conflitti. Non ha avuto conflitti armati di importanza negli ultimi negli ultimi 20 anni,

2 Paesi limitrofi in conflitto. Il problema della pirateria. Senza essere un conflitto intraestatale, esiste di fronte al Yemen, lo che involucra al paese dentro dei rischiosi in questo senso.

3 Rifugiati, 95000

4 Disoccupazione, (%). 36

5 Sfruttamento petrolio/oro/diamante. Asenza di tale influenza

+4

6 Area geografica, (migliaia Kmq). 527

7 Area forestale, (migliaia Kmq). 150

8 Fazioni etniche/religiose. Il gruppo prevalente è quello arabo; vivono anche minoranze di origine africana e meticci. La religione maggiormente praticata è l’islamismo, di orientamento sciita nelle aree settentrionali, centrali e orientali, e sunnita in quelle meridionali e sudoccidentali, dove sono presenti anche piccole comunità di indù e cristiani.

9 Movimento interno di strati della popolazione. (migliaia). 65

10 Regime Politico (-10 a + 10). Forma di governo:

Lo Yemen (o Jemen) è uno Stato assolutista islamico retto dal Padre della Patria Saleh. A livello locale grande potere è riservato a tribù e principati maomettani





11 Nuovi Stati formazione instabile. NO

12 Corruzione.(1 -10). 2,1

13 PNL pro capite (USS). 3000

14 Crescita economica (%). 2,7

15 Forza lavoro in agricoltura (%). 22,5

16 Aiuto Estero (% PNL). 8,5

17 HIV/AIDS (%). 0,3

18 Spesa Militare (% del PNL). 5,3

19 Disastri Naturali Nel paese sono presenti cicloni, uragani e toremnti di sabia

S

20 Isolamento geografico N

21 Indice di sviluppo umano 0,77

22 Popolazione, (milioni) 22

23 Crescita demografica 1,013



CONSIDERAZIONI

Il crescente malcontento e le rivendicazioni delle popolazioni dello Yemen del sud fanno temere per l’unità del paese. Rabbiose manifestazioni si sono tenute in diverse regioni, e importanti forze politiche cavalcano la protesta. A ciò si aggiunge l’instabilità presente al nord a causa della ribellione dei seguaci di al-Houthi (il defunto leader di una minoranza sciita nel paese), e delle infiltrazioni di al-Qaeda. La crisi dello Yemen si inserisce in un’area di enorme importanza strategica, già in sofferenza per la grave crisi somala e per quella sudanese

Se le cose dovessero continuare così, alcune analiste, pensano che lo Yemen è destinato a fare la fine della Somalia e dell’Iraq. E’ stato questo l’allarmante avvertimento che il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh ha lanciato alcuni giorni fa, (15 maggio).

Il presidente Saleh non parlava della minaccia di al-Qaeda o dei seguaci di al-Houthi (Hussein Badreddin al-Houthi è stato un leader religioso zaidita [una setta sciita] che a dato vita a un movimento di opposizione militante al governo, radicato nello Yemen nord-occidentale; Hussein al-Houthi è rimasto probabilmente ucciso nel 2004 nel corso di scontri armati con il governo, ma il suo movimento è ancora attivo (N.d.T.) ), anche si vi ha fatto qualche accenno. Egli parlava invece dei gruppi dell’ “azione pacifica” – la denominazione che è stata attribuita alle correnti yemenite del sud che invocano la fine dell’esperimento di unità nazionale, a causa delle ingiustizie compiute dal nord nei confronti del sud.

Lo Yemen sta attraversando una fase molto difficile, con l’escalation delle tendenze secessioniste nel sud, che rappresentano la minaccia più grave allo stato yemenita attuale. Ad essa si aggiunge la ribellione dei seguaci di al-Houthi, un movimento zaidita settentrionale, a cui a loro volta si sommano le azioni di al-Qaeda qua e là nel paese. Lo stato è praticamente la prima risorsa economica per i cittadini, a causa della debolezza e della quasi inesistenza del settore privato malgrado le promesse dello stato, che attende prestiti e aiuti regionali ed internazionali.

La situazione è molto pericolosa, e le cose potrebbero aggravarsi ulteriormente se lo Yemen non otterrà aiuto. L’Oman e l’Arabia Saudita diventeranno i vicini di una nuova Somalia, ma ben più vicina questa volta! Forse la soluzione sta nel convocare una conferenza di riconciliazione e nell’aprire un dialogo franco tra avversari, sotto l’egida dell’Arabia Saudita e del Sultanato dell’Oman, o forse sotto l’ombrello del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), considerato che quest’ultimo è l’organizzazione regionale più vicina allo Yemen. La collaborazione araba ed internazionale è certamente necessaria. Bisogna avviare dei passi per salvare lo Yemen, a cominciare dall’avvio di una riconciliazione nazionale e, forse, dalla concessione di una maggiore autonomia ad alcune province, lanciando allo stesso tempo importanti progetti di sviluppo per ridar vigore alla speranza e indebolire le ambizioni secessioniste, poiché gli interessi comuni sono il collante dei rapporti fra i gruppi che compongono un paese.

Nessuno – ed in particolar modo i paesi del Golfo – può tollerare un ulteriore deterioramento della situazione politica e di sicurezza nello Yemen.



Lo Stato preso in esame: YEMEN ha evidenziato una capacità di resistere agli squilibri e “shoks” pari a: (0 Giallo - STATO STABILE), e si può disegnare alla data giugno 2009, il seguente scenario;


• Al riguardo della sicurezza: (2 Azzurro): sviluppo di 1° livello.

• Al riguardo della coesione sociale: (3 Blu): sviluppo di 2° livello.

• Al riguardo del governo: (0 Giallo): equilibrio di 2° livello.

• Al riguardo dello Sviluppo economico: (0 Giallo): equilibrio di 2° livello.

• Al riguardo dello Sviluppo sociale: (-3 rosso): squilibro di 2° livello .

martedì 12 aprile 2011

QATAR

Scheda Paese
2010

Paese: QATAR


Macro Area: MEDIO ORIENTE
Descrizione geografica:
Area:

Il Qatar costituisce parte integrante dell’area Medio Orientale. Con tale espressione, si indica comunemente la regione occupata dalle Nazioni dell'Asia sud-occidentale.
I Paesi che ne fanno parte sono: Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Autorità Palestinese (Gaza e Cisgiordania), Qatar, Siria, Turchia e Yemen.

Nel Medio Oriente vivono molti popoli diversi, in maggioranza musulmani. I principali sono gli Arabi, i Turchi, gli Iraniani e i Curdi. I sei principali gruppi linguistici dell'area sono il persiano,

'arabo, l'ebraico, l'assiro, il curdo e il turco.L'area mediorientale possiede una scarsissima presenza di risorse idriche, alla base dei numerosi conflitti che dilaniano la regione.

- Popolazione:

Il gruppo autoctono del Qatar è formato quasi interamente da arabi beduini, i cui avi migrarono dalla penisola arabica; tuttavia l’80% della popolazione complessiva è costituito da lavoratori emigrati dai vicini stati arabi, oltre che dal Pakistan e dall’Iran, che costituiscono circa il 90% della forza lavoro. Il 92% della popolazione vive nelle aree urbane, con una densità media di 81 unità per km².

- Scenario storico:

La storia del Qatar è stata dominata dalla famiglia al Thani per circa 150 anni. Fino al 1971 la penisola è stata un protettorato britannico. Con Khalifa bin Hamad al Thani, salito al potere nel ’72, è stata dichiarata l’indipendenza e rifiutata l’integrazione con gli Emirati Arabi Uniti.

Nel 1990, dopo l’invasione dell’Iraq, il Qatar diede appoggio logistico alle truppe americane. Nel 1995, con un colpo di stato incruento, Hamd al Thani prese il posto del padre Khalifa. Il principe Hamad bin Khalifa ha introdotto nel paese diverse riforme liberali, soprattutto nel campo della libertà di stampa, cosa che ha consentito ad al Jazeera di affermarsi in tutto il mondo arabo. Nel 1999 si sono tenute le prime elezioni democratiche del paese, anche alle donne è stato consentito votare. Nel 2001 sono state risolte le controversie sui confini con l’Arabia Saudita e il Bahrain. Nel 2003, con la nuova guerra in Iraq, il governo del Qatar concede ancora appoggio alle truppe della coalizione diventando, di fatto, il centro di comando delle operazioni belliche al posto dell’Arabia Saudita.

Aspetto:

- Geografia Fisica:

Il Qatar è una propaggine della penisola arabica, si estende nel golfo Persico. Confina con l’Arabia Saudita e si affaccia sul Bahrain. Le principali città del paese sono la capitale, Doha, Ar-Rayyan e Dukhan, sulla costa orientale.

- Geografia Umana:

Il passaggio dall’economia basata sulle perle all’esportazione di petrolio e gas ha prodotto molti cambiamenti nella società. La popolazione non è molto numerosa e il numero dei residenti stranieri sopravanza quello dei nativi. Questo fa sì che oggi i cittadini del Qatar abbiano uno tra i redditi pro capite medi tra i più alti del mondo.

- Geografia Economica:

Il Qatar si è rapidamente trasformato rispetto a quando, all’epoca del protettorato britannico, la sua principale risorsa erano le perle. A partire dagli anni ’40, il Paese ha scoperto di possedere oltre il 15% delle risorse mondiali di gas naturale, un’abbondanza che ha portato il Qatar tra i giganti mondiali dell’energia.

- Geografia Politica:



Il Qatar è un emirato, una monarchia costituzionale ereditaria, retta dal 1995 da Sheikh Hamad Bin-Khalifah Al Thani. Hamad Al Thani, che ha conquistato il potere ai danni del padre Khalifah, e ricopre il ruolo di comandante in capo delle forze armate e di ministro della Difesa.

Alla famiglia reale Al Thani appartiene circa il 40% della popolazione autoctona.

Emiro: Sheikh Hamad Bin-Khalifah Al Thani

Primo Ministro: Sheikh Abdallah Bin-Khalifah Al Thani

Ministro degli Esteri: Sheikh Hamad Bin-Jasem Bin-Jaber Al Thani

Nell’aprile del 2003 viene approvata una nuova costituzione che prevede l’elezione di 30 membri del parlamento su 45. I rimanenti vengono personalmente scelti dall’emiro.

ANALISI DEI FATTORI DI SVILUPPO

1 Fattore storico: conflitti + 4 (N)

2 Paesi limitrofi in conflitto - 3 (Saudi Arabia)

3 Rifugiati (migliaia) Non Pervenuto

4 Disoccupazione (%) + 4 (0.7%)

5 Sfruttamento petr/oro/diam - 4 (petroleum, natural gas, fish)

6 Area geografica (migliaia Kmq) + 4 (11,437 sq km)

7 Area forestale (migliaia Kmq) + 4

8 Fazioni etniche/religiose + 3

9 Mov. Int. strati pop. (migliaia) Non Pervenuto

10 Regime Politico (-10 a +10) - 1

11 Nuovi Stati formazione instabile + 4 (Qatar became formally independent in 1971. From 1971 to 1995, absolute monarch)

12 Corruzione (1-10) + 4 (5.9%)

13 PNL pro-capite (US$) + 4 (52.000 $)

14 Crescita economica (%) Non Pervenuto

15 Forza lavoro in agricoltura (%) Non Pervenuto

16 Aiuto Estero (% PNL) Non Pervenuto

17 HIV/AIDS (%) + 4 (inferiore 0.2)

18 Spesa militare (% PNL) - 4 (10%)

19 Disastri Naturali 0 (haze, dust storms, sandstorms common)

20 Isolamento geografico + 4 (Persic Gulf)

21 Indice sviluppo umano + 4 (0.875)

22 Popolazione (milioni) + 4 (0.8 milioni)

23 Crescita demografica (%) + 1 (1.9)

Il sistema giudiziario si basa sulla legge islamica (shariah). È in vigore la pena di morte.

COMMENTO TABELLA FATTORI

Conflitti: Non si rilevano conflitti sul territorio

Paesi limitrofi in conflitto: Il Qatar confina con l’Arabia Saudita in cui, seppur non sia possibile parlare di veri conflitti, un fattore destabilizzante è sicuramente costituito dalla presenza di militanti islamici.

Rifugiati: Dato non pervenuto

Disoccupazione: Bassissima, intorno allo 0,4% del totale della popolazione

Sfruttamento petrolio/oro/diamanti: Il Qatar è un grande esportatore di petrolio e di gas natural

Area geografica: La superficie del Qatar si estende lungo 11.400 km quadrati

Area forestale: Dato non pervenuto

Fazioni etniche/religiose: Non si rileva la presenza di gruppi o minoranze a rischio di discriminazione

Movimenti internazionali: Dato non pervenuto

Regime politico: Il Qatar è una monarchia costituzionale ereditaria

Nuovi Stati formazione instabile: L’indipendenza del Qatar viene proclamata nel 1971 e non si registrano periodi di forte instabilità

Corruzione: Mediamente alta (6.6 su una scala da 1 a 10)

PNL pro-capite: Elevatissimo, tra i più alti al mondo (52.000 $)

Crescita economica: Dato non pervenuto

Forza lavoro in agricoltura:Dato non pervenuto

Aiuto estero: Dato non pervenuto

AIDS: Percentuale di malati bassa ed inferiore allo 0,2% della popolazione totale.

Spesa militare: Pari al 10% del PNL

Disastri naturali: Date le condizioni climatiche e la natura del territorio, sono assai frequenti tempeste di sabbia e di polvere.

Isolamento geografico: Paese con possibilità di sfruttare la propria posizione per i commerce

Indice di sviluppo umano: Elevato

Popolazione: Circa 800.000 persone

crescita demografica: Mediamente sostenuta


SITUAZIONE ALLA DATA DEL 10 APRILE 2010


SICUREZZA: 2.1 = AZZURRO = + 2

COESIONE SOCIALE: 3 = VERDE = + 4

GOVERNO: 1 = BIANCO = + 1

CAPACITA’ ECONOMICA: 2.2 = BLU = + 3

SVILUPPO SOCIALE: 3.4 = BLU = + 3
IPOTESI DI STUDIO = 2.6 = 3 = BLU

EMIRATI ARABI UNITI

Scheda Paese
2010
Macro Area: MEDIO ORIENTE

Descrizione geografica:
Area:
Gli Emirati Arabi Uniti costituiscono parte integrante dell’area Medio Orientale. Con tale espressione, si indica comunemente la regione occupata dalle Nazioni dell'Asia sud-occidentale.

I Paesi che ne fanno parte sono: Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Autorità Palestinese (Gaza e Cisgiordania), Qatar, Siria, Turchia e Yemen.

Nel Medio Oriente vivono molti popoli diversi, in maggioranza musulmani. I principali sono gli Arabi, i Turchi, gli Iraniani e i Curdi.

I sei principali gruppi linguistici dell'area sono il persiano, l'arabo, l'ebraico, l'assiro, il curdo e il turco.

L'area mediorientale possiede una scarsissima presenza di risorse idriche, alla base dei numerosi conflitti che dilaniano la regione.

 Popolazione:

Il paese ha una popolazione di più di 4 milioni di abitanti, con una densità media di 55 unità per km². La popolazione autoctona (che rappresenta meno del 30% del totale) è composta in larga prevalenza da arabi, che godono del pieno diritto di cittadinanza. Alla popolazione locale si è aggiunta, tra gli anni Settanta e Ottanta, un’altissima percentuale di forza-lavoro proveniente sia da altri paesi del Medio Oriente che non producono petrolio, sia da Iran, Pakistan, India, Filippine e Bangladesh; ciò ha fatto sì che i due terzi dei residenti siano attualmente di sesso maschile. La maggior parte della popolazione vive nelle città della costa, esigue minoranze nelle oasi dell’interno.

 Scenario storico:

Alla fine del Settecento la regione era conosciuta con il nome di Costa dei Pirati. Dopo la partenza delle truppe britanniche nel 1971, gli emiri decisero di creare un unico stato federativo, scegliendo per capitale Abu Dhabi. Leader della federazione divenne lo sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, che rimase alla guida fino alla sua morte, nel 2004.

Fin dalla sua indipendenza, gli Emirati sono stati buoni alleati dei paesi occidentali, anche se al contrario di altri paesi della zona non hanno mai concesso l’utilizzo delle istallazioni militari.



Aspetto:

Geografia Fisica:

Gli Emirati Arabi Uniti confinano con l’Oman e con l’Arabia Saudita, e si affacciano sul golfo dell’Oman e sul golfo Persico. Larghe zone del Paese sono desertificate e la scarsità di acqua rappresentava un grande problema, almeno fino a quando non è stato lanciato uno dei progetti più avveniristici al mondo di ‘desalinizzazione’ delle acque marine. Restano ancora aperte delle contese territoriali con l’Arabia Saudita, l’Oman (per la penisola di Musandam e l’enclave di al-Madhah) e con l’Iran (per le isole di Tunb e di Abu Musa), che l’esercito di Teheran ha occupato in quanto permettono il controllo dello stretto di Hormuz, strategicamente fondamentale per il controllo del mercato del greggio.

Il clima è caldo e si distingue per le notevoli escursioni termiche; le temperature medie variano dai 18 °C di gennaio ai 33 °C di luglio, con picchi anche maggiori nelle zone dell’interno. Le precipitazioni si concentrano nelle regioni costiere e non superano i 100 mm annui.

- Geografia Umana:

Solo il 20 percento della popolazione, cioè quella che risultava residente nel Paese nel 1982 o i loro discendenti, hanno la cittadinanza degli Emirati. La misura, ritenuta opportuna per evitare che l’enorme quantità di lavoratori stranieri potesse prendere la residenza stabile, è adesso superata e migliaia di persone chiedono una revisione della legge. La stragrande maggioranza della popolazione è composta da operai stranieri, in massima parte provenienti dall’Estremo Oriente. Queste persone, dopo anni di silenzio, hanno cominciato a far sentire la loro voce. Per la prima volta nella storia del Paese, negli ultimi 2 anni, si sono verificati una serie di scioperi che hanno dato il segnale di un’ondata di protesta sociale che il governo fatica a contenere.



- Geografia Economica:

Il motore dello sviluppo del Paese è l’estrazione e la vendita di petrolio e gas naturale. La scoperta del petrolio ha cambiato radicalmente un paese deserto abitato da pastori nomadi, in uno dei centri finanziari del mondo. Gli enormi ricavi sono stati reinvestiti in una serie di faraoniche infrastrutture che hanno caratterizzato il boom edilizio degli Emirati.

Parlare degli Emirati come di un paradiso fiscale è solo un eufemismo. Il Paese, al momento, risulta essere un crocevia mondiale per tutti i traffici illeciti, in particolare di droga, denaro sporco e armi, agevolati dalla totale assenza di vincoli fiscali. Inoltre, con i suoi 6 aeroporti internazionali e il suo sistema di porti, è un punto di collegamento determinante tra l’Occidente e l’Oriente. La vendite delle risorse naturali e i commerci, più o meno legali, hanno oramai soppiantato i tradizionali settori economici: la pesca, la pesca delle perle e la coltivazione della palma da dattero.



- Geografia Politica:

In base alla Costituzione del 1971, più volte emendata, gli Emirati Arabi Uniti sono una federazione di monarchie assolute.

Il Paese è nato dalla federazione di 7 emirati, governati in modo assoluto dalle famiglie reali. I 7 emirati sono Abu Zaby (dove c’è la capitale Abu Dhabi), 'Ajman, Al Fujayrah, Ash Shariqah, Dubayy, Ra's al Khaymah, Umm al Qaywayn.

Al vertice dello stato è un presidente eletto dal Consiglio supremo, il massimo organo del governo federale, composto dai sovrani ereditari dei sette stati membri. Ha un ruolo meramente consultivo l’Assemblea nazionale federale di 40 membri. Il sistema giudiziario si fonda sulla legge coranica (Shariah); le leggi federali hanno la supremazia su quelle dei singoli stati. È in vigore la pena di morte.





ANALISI DEI FATTORI DI SVILUPPO

1 Fattore storico: conflitti + 4

2 Paesi limitrofi in conflitto - 3 (Saudi Arabia)

3 Rifugiati (migliaia) Non Pervenuto

4 Disoccupazione (%) + 4 (2,4%)

5 Sfruttamento petr/oro/diam + 4 (petroleum, natural gas)

6 Area geografica (migliaia Kmq) + 4 (83,600 sq km)

7 Area forestale (migliaia Kmq) Non pervenuto

8 Fazioni etniche/religiose - 3

9 Mov. Int. strati pop. (migliaia) Non Pervenuto

10 Regime Politico (-10 a +10) - 1

11 Nuovi Stati formazione instabile + 4 (1972 e stabile)

12 Corruzione (1-10) + 4 (6.2)

13 PNL pro-capite (US$) + 4 (28.000)

14 Crescita economica (%) - 4 (-0.9)

15 Forza lavoro in agricoltura (%) + 4 (7%)

16 Aiuto Estero (% PNL) Non pervenuto

17 HIV/AIDS (%) + 4 (inferiore 0.2)

18 Spesa militare (% PNL) - 2 (3.1%)

19 Disastri Naturali 0 (frequent sand and dust storms)

20 Isolamento geografico + 4 (Persian Gulf)

21 Indice sviluppo umano + 4 (0.868)

22 Popolazione (milioni) + 4 (4.1)

23 Crescita demografica (%) - 3 (2.5)


COMMENTO TABELLA FATTORI

Conflitti: Non si registra la presenza di conflitti sul territorio nazionale.

Paesi limitrofi in conflitto: Gli EAU confinano con l’Arabia Saudita, dove non è possibile parlare di veri conflitti in corso, ma della forte presenza di militanti islamici.

Rifugiati: Dato non pervenuto

Disoccupazione: Piuttosto bassa, attestabile attorno al 2.4%

Sfruttamento petrolio/oro/diamanti: L’economia è basata principalmente sull’esportazione del petrolio e del gas naturale.

Area geografica: Gli EAU coprono una superficie di 83.600 km quadrati.

Area forestale: Dato non pervenuto

Fazioni etniche/religiose La stragrande maggioranza della popolazione è composta da operai stranieri, in massima parte provenienti dall’Estremo Oriente. Queste persone, fortemente discriminate, dopo anni di silenzio, hanno cominciato a far sentire la loro voce. Per la prima volta nella storia del Paese, negli ultimi 2 anni, si sono verificati una serie di scioperi che hanno dato il segnale di un’ondata di protesta sociale che il governo fatica a contenere.

Movimenti internazionali: Dato non pervenuto

Regime politico: Gli EAU sono una federazione di monarchie assolute.

Nuovi Stati formazione instabile: Gli EAU sono sorti nel 1972

Corruzione: Abbastanza sostenuta (6.2 su una scala da 1 a 10)

PNL pro-capite: Molto alto (28.000 $)

Crescita economica: La crescita annua risulta in perdita (-0.9)

Forza lavoro in agricoltura: Il 7% della popolazione lavora nel settore agricolo a fronte del 61,8% nell’industria e del 78% nei servizi.

Aiuto estero: Dato non pervenuto

AIDS: Percentuale di malati bassa ed inferiore allo 0,2% della popolazione totale.

Spesa militare: Pari al 3.1% del PNL

Disastri naturali: Date le condizioni climatiche e la natura del territorio, sono assai frequenti tempeste di sabbia e di polvere.



Isolamento geografico: Paese con possibilità di sfruttare la propria posizione per i commerci



Indice di sviluppo umano: Elevato



Popolazione: La popolazione risulta essere di circa 4 milioni di persone, ma quella autoctona è meno del 30% del totale.



Crescita demografica: Abbastanza sostenuTA

SITUAZIONE ALLA DATA DEL  10 APRILE 2010

SICUREZZA: 3 = BLU = + 3

COESIONE SOCIALE: - 3 = NERO = - 4

GOVERNO: 1 = BIANCO = + 1

CAPACITA’ ECONOMICA: 1.8 = AZZURRO = + 2

SVILUPPO SOCIALE: 2.6 = BLU = + 3

IPOTESI DI STUDIO = 1 = BIANCO = 

BAHRAIN

Scheda Paese
2010
SCHEDA ANALITICA PER PAESE




Paese: BAHRAIN
Macro Area: MEDIO ORIENTE
Descrizione geografica:

Il Bahrain costituisce parte integrante dell’area Medio Orientale. Con tale espressione, si indica comunemente la regione occupata dalle Nazioni dell'Asia sud-occidentale.

I Paesi che ne fanno parte sono: Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Autorità Palestinese (Gaza e Cisgiordania), Qatar, Siria, Turchia e Yemen.

Nel Medio Oriente vivono molti popoli diversi, in maggioranza musulmani. I principali sono gli Arabi, i Turchi, gli Iraniani e i Curdi.

I sei principali gruppi linguistici dell'area sono il persiano, l'arabo, l'ebraico, l'assiro, il curdo e il turco.

L'area mediorientale possiede una scarsissima presenza di risorse idriche, alla base dei numerosi conflitti che dilaniano la regione.

-Popolazione:

Il Bahrein ha una popolazione di circa 700.000 abitanti insediati in prevalenza nelle zone settentrionali del Paese e, soprattutto, nei centri urbani. La densità media è di 1.080 abitanti per km². La popolazione è per il 68% araba; circa un terzo è di provenienza straniera (soprattutto indiani, pakistani e iraniani, ma anche europei e immigrati arabi).



-Scenario storico:

L'Arcipelago del Bahrain, che è conosciuto da tempi remoti per essere nella rotta dei commerci, ha subito vicende spesso legate a quelle della vicina Arabia. Dal 1577 al 1622, le isole furono occupate dai Portoghesi, per poi passare dal 1735 al 1784 nelle mani dei Persiani, che le cedettero ai Britannici nel 1820. Il Bahrein è indipendente dal 14 agosto 1971.

Geografia Fisica:

Bahrein è un arcipelago costituito da 33 isole nel Golfo Persico, al largo della costa orientale dell’Arabia Saudita e del Qatar. L’isola di Bahrein è la più grande, fra le altre isole si ricordano Nasan, Hawar, Sitra, Umm e Al Muharraq. La Corte di Giustizia ha risolto il favore del Bahrein una disputa territoriale con il Qatar per il possesso dell’isola di Hawar.

Le principali città sono la capitale, Manama (139.000 abitanti nel 2003) e Al Muharraq.Gli influssi continentali determinano estati molto calde, notevoli escursioni termiche stagionali e piogge scarsissime (meno di 80 mm annui). La vegetazione è caratterizzata soprattutto dalle palme da datteri.

Geografia Umana:

La maggior parte della popolazione residente è musulmana, soprattutto sciita (70% circa); tuttavia i ceti più abbienti, che detengono le leve del potere politico ed economico, sono sunniti, fatto che comporta ricorrenti tensioni interne.

La lingua ufficiale è l’arabo, benché si parli anche l’inglese.

Nel Paese diventa sempre più rilevante, a livello demografico, la presenza d’immigrati stranieri, provenienti non solo dal Vicino e dall’Estremo Oriente, ma anche dall’occidente.Con la media di 160 computer ogni 1000 abitanti è uno dei paesi più informatizzati del mondo arabo. La presenza di molti stranieri ha aiutato una grande diffusione dei canali satellitari e d’istituzioni culturali occidentali che, unite alla vivacità delle iniziative locali, rende la capitale Manama un centro culturale molto attivo. Restano molto forti, anche se implicite, le restrizioni alla libertà di espressione, soprattutto nei confronti della politica reale.

Geografia Economica:

L’economia si basa sull’estrazione di gas naturale e petrolio. Quest’ultimo, in esaurimento, ha fatto si che il governo cercasse di diversificare l'economia del Paese puntando soprattutto sui servizi e sui derivati petroliferi, anche a causa del tasso di disoccupazione tra i più alti della regione, che fa aumentare le tensioni sociali. Oltre alle raffinerie di Sitra, sono attive nel Paese industrie che lavorano alluminio e prodotti alimentari. Le attività finanziarie, attirate da un regime fiscale leggero e dagli scarsi controlli rappresentano, assieme al turismo, le fonti di ricchezza emergenti del Bahrein.

Geografia Politica:

Il Bahrain è una monarchia ereditaria che, nel 1973, aveva concesso una costituzione all’avanguardia, salvo poi revocarla, due anni dopo, accentrando tutti i poteri. L’avvento, nel 1999, del nuovo sovrano Hamad bin Isa al-Kalifah ha avviato una stagione di riforme democratiche culminata nella concessione di una nuova Costituzione nel 2001, che ha concesso il diritto di voto alle donne, approvata con un referendum popolare. Il nuovo ordinamento ha ripristinato le libertà individuali e ha eletto, dopo le prime libere elezioni nel 2002, la nuova Assemblea nazionale, composta di 40 membri. Tuttavia, i partiti politici sono ancora banditi. La legge fondamentale del Paese è la sharia ed è in vigore la pena di morte. La dinastia regnante degli al-Khalifa è sempre stata un alleato fedele degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Dopo l’11 settembre 2001, quando l’Arabia Saudita non sembrava più garantire quelle certezze di un tempo, il governo Usa ha spostato qui la base della V flotta statunitense.



ANALISI DEI FATTORI DI SVILUPPO

1 Fattore storico: conflitti + 4

2 Paesi limitrofi in conflitto + 4

3 Rifugiati (migliaia) Non Pervenuto

4 Disoccupazione (%) + 3 (15%)

5 Sfruttamento petr/oro/diam + 4 (oil, associated and nonassociated natural gas, fish, pearls)

6 Area geografica (migliaia Kmq) + 4 (665 sq km)

7 Area forestale (migliaia Kmq) Non Pervenuto

8 Fazioni etniche/religiose + 3 (nessuno a rischio)

9 Mov. Int. strati pop. (migliaia) Non Pervenuto

10 Regime Politico (-10 a +10) - 2

11 Nuovi Stati formazione instabile + 4 (1971)

12 Corruzione (1-10) + 4 (5.8)

13 PNL pro-capite (US$) + 4 (17.000)

14 Crescita economica (%) + 1 (2.3)

15 Forza lavoro in agricoltura (%) + 4 (1%)

16 Aiuto Estero (% PNL) Non Pervenuto/No ricevuto

17 HIV/AIDS (%) + 4 (inferiore 0.2)

18 Spesa militare (% PNL) - 4 (4.5)

19 Disastri Naturali 0 (periodic droughts; dust storms)

20 Isolamento geografico + 4 (Bahrain Gulf)

21 Indice sviluppo umano + 4 (0.866)

22 Popolazione (milioni) + 4 (0.7)

23 Crescita demografica (%) - 1 (1.7)

COMMENTO TABELLA FATTORI



Conflitti: Non presenti.



Paesi limitrofi in conflitto: Le acque territoriali del Bahrain confinano con l’Arabia Saudita, dove non è possibile parlare di conflitti in corso, ma solo della forte presenza di militanti islamici, e l’Oman, privo di conflitti.



Rifugiati: Non presenti/dato non disponibile.



Disoccupazione: Molto alta, attestata intorno al 15%.



Sfruttamento petrolio/oro/diamanti: Il Bahrain produce ed esporta soprattutto petrolio (48.610 barili al giorno) mentre tutto il gas naturale prodotto viene consumato all’interno.



Area geografica: Il Bahrain ricopre una superficie molto piccola pari a 665 km quadrati.



Area forestale: Non presente.



Fazioni etniche/religiose: Nessun gruppo è a rischio di discriminazione.



Movimenti internazionali: Dato non pervenuto.



Regime politico: Monarchia costituzionale, di fatto il Paese non è libero.



Nuovi Stati formazione instabile: Stato indipendente dal 1971.



Corruzione: Tasso di corruzione estremamente alto.



PNL pro-capite: Elevatissimo, pari a 17.000 $.



Crescita economica: Moderatamente sostenuta, pari al 2,3% annuo.



Forza lavoro in agricoltura: Pari all’1% (il 79% è impiegato nell’industria ed il 29% nei servizi).



Aiuto estero: Dato non pervenuto.



AIDS: La percentuale di malati rispetto alla popolazione totale è molto basso, intorno allo 0,2%.



Spesa militare: Pari al 4.5% del PNL.



Disastri naturali: Date le condizioni climatiche e la natura del territorio, sono assai frequenti tempeste di sabbia e di polvere.



Isolamento geografico: Paese con possibilità di sfruttare la propria posizione per i commerci



Indice di sviluppo umano: Elevato



Popolazione: Circa 700.000 abitanti, di cui 235.000 non nazionali.



Crescita demografica: La popolazione cresce ad un ritmo pari all’1,2% annuo.


Dati da fonti aperte al 10 aprile 2010:
SICUREZZA: 3.09 = VERDE = +4

COESIONE SOCIALE: 3 = VERDE = +4

GOVERNO: 0.4 = GIALLO = 0

CAPACITA’ ECONOMICA: 2.3 = BLU = +3

SVILUPPO SOCIALE: 3 = BLU = +3

IPOTESI DI STUDIO  = 2.8 = + 3 = BLU =

Macro Area "Asia - Medio Oriente"

Analisi dei fattori di squilibrio della macro area
2010
2. Analisi dei fattori di squilibrio della macro area




- CONFLITTI / PAESI LIMITROFI IN CONFLITTO - La situazione nella zona e’ particolarmente calda per quanto riguarda i conflitti. 3 Sono le aree di maggior criticita’: Israele, il Libano e l’Iraq. Andandole ad analizzare piu’ nel dettaglio la situazione di Israele e’ ormai annosa e riguarda soprattutto i conflitti con l’autorita’ Palestinese e al confine con il Libano. Recentissima la polemica per la volonta’ di Israele di costruire un muro che separi il paese. L’escalation di violenza tende a ripetersi nel tempo a fasi alterne tra tregue e rinascita di nuovi focolai. In Libano i problemi maggiori sono nella zona Sud del paese. Gia’ nel 1982 in seguito alla guerra con Israele il paese si trovo’ in una situazione di instabilita’. In quell’occasione l’esercito israeliano per sradicare dal Libano la presenza armata palestinese si spinse ben oltre il sud-Libano in cui le unità della resistenza palestinese s'erano insediate, arrivando fino a Beirut dove aveva sede l'OLP. Il 12 luglio 2006, le milizie del gruppo radicale sciita Hezbollah, filo-siriane, attaccarono una pattuglia delle IDF in perlustrazione nei pressi del villaggio di Zar'it, uccidendo tre soldati e catturandone due. Israele iniziò così un'offensiva militare contro il Libano, diretta a neutralizzare il dispositivo armato di Hezbollah e le sue possibilità offensive. Attualmente sono impegnati nella nazione circa 70000 militari della forza multinazionale di interposizione nel Libano meridionale (UNIFIL). Le truppe multinazionali (guidate dalla Francia, a cui è subentrata l'Italia nel febbraio 2007) secondo la Risoluzione 1701 intraprenderanno inoltre ogni azione necessaria per assicurare che la loro area d'operazioni non sia utilizzata per attività offensive di ogni genere. La situazione in Iraq e’ quella di un paese in guerra. Nei primi anni ‘90 ci fu la prima guerra irachena in seguito alla minaccia perpetuata dal proprio dittatore Saddām Husayn nei confronti del Kuwait. In seguito agli avvenimenti dell’ 11 Settembre 2001 poi Gli stati Uniti invasero l’ Iraq con la presunzione di trovare armi di distruzione di massa. Il dittatore fuggi’ per poi essere catturato e consegnato alla giustizia Iraquena. Il paese e’ tutt’ora in una situazione di guerra.



- RIFUGIATI - Critica la situazione dei rifugiati in molte aree. La realta’ della guerra che in alcuni paesi e l’instabilita’ cronica della regione rende la situazione rifugiati molto grave. La guerra in Iraq e la situazione israelo – palestinese sono le situazioni più critiche. Paesi maggiormente interessati dal flusso di rifugiati per la questione iraquena sono le nazioni di confine quindi l’Arabia Saudita, la Giordania, la Siria e l’Iran. Riguardo la situazione israeliana invece i rifugiati provengono soprattutto dalla palestina. Basta in proposito ricordare la questione della costruzione del muro Israeliano per evitare il transito di popolazioni e terroristi palestinesi nel proprio territorio.



- DISOCCUPAZIONE - La disoccupazione non risulta essere in Medio Oriente un fattore destabilizzante. Fa eccezione la situazione in Iraq dovuta essenzialmente alla crisi in cui versa il paese



- SFRUTTAMENTO PETROLIFERO/ORO/DIAMANTI - La risorsa maggiormente presente nella zona e’ quella petrolifera. Oro e diamanti non sono presenti in quantita’ significative. Totalmente diversa e’ la situazione per quanto riguarda lo sfruttamento del petrolio. I paesi sono quasi tutti dei produttori ed esportatori di petrolio ed il suo sfruttamento risulta essere portante nell’economia.



- 5 dei maggiori produttori mondiali del paese sono localizzati nella zona:



N° Paese Milioni di barili (bbl) % sul totale

1 Arabia Saudita 264.300 21,9%

2 Iran 137.500 11,4%

3 Iraq 115.000 9,5%

4 Kuwait 101.500 8,4%

5 Emirati Arabi Uniti 97.800 8,1%



- AREA GEOGRAFICA (MIGLIAIA DI KMQ) - L’area non e’ particolarmente vasta e caratterizzata da clima estremamente caldo e da paesaggi desertici. Risulta essere un crocevia tra l’Europa, l’Asia e l’Africa.



- AREA FORESTALE - Non risultano esserci aree forestali.



- FAZIONI ETNICHE / RELIGIOSE - Gli sciiti costituiscono circa il 10 per cento degli 1,3 miliardi di musulmani del mondo. Di questi, circa 120 milioni (sia persiani sia arabi) vivono in Medio Oriente. Sono maggioranza religiosa in Iran, Iraq, Libano e Bahrein e rappresentano una significativa minoranza in Siria, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Da un punto di vista dottrinario, le differenze tra sunniti e sciiti sono non tanto teologiche quanto epistemologiche. Mentre i sunniti hanno enfatizzato l’interpretazione testuale delle scritture e la loro applicazione giuridica, gli sciiti hanno optato per un’interpretazione simbolica del Corano alla ricerca della verità della fede. L'ala principale costituente l'Islam maggioritario è però quella sunnita; i sunniti seguono i famosi detti (hadith) di Maometto. Le fonti principali del diritto islamico sono proprio Corano e Sunna. Seguono questo orientamento la maggior parte dei paesi arabi e islamici del Medio Oriente e del Nordafrica. Altra fazione etnica e’ quella dei Curdi presenti soprattutto in Turchia e nella zona Nord dell’Iraq. Da notare poi la presenza predominante di ebrei nello Stato di Israele.



- MOVIMENTO INTERNO STRATI POPOLAZIONE (MIGLIAIA) - Le realta’ maggiormente interessate da movimenti di strati di popolazione risultano essere la Siria, l’Iraq, Israele e la Turchia. Questi movimenti risultano essere spesso causa di destabilizzazione soprattutto per quanto riguarda realta’ come la Turchia. Qui infatti troviamo movimenti molto cospicui di popolazioni Curde che si muovono verso la frontiera sud con l’Iraq oppure verso l’occidente attraverso il mediterraneo (la Germania risulta essere meta privilegiata). Analoga la situazione Siriana i cui confini risultano essere aperti per le popolazioni provenienti soprattutto dall’Iraq. La questione Israeliana riguarda soprattutto i movimenti della popolazione palestinese e quelli dei coloni israeliani.



- REGIME POLITICO - Il rapporto fra Islam e democrazia è uno dei temi principali fra quelli che fanno da sfondo ai tumultuosi eventi del Medio Oriente e ai difficili rapporti fra quella regione e l’Occidente. il pluralismo non appartiene al codice genetico della maggior parte dei governi musulmani mediorientali. Anche quando si tengono elezioni con un’ampia partecipazione e anche quando c’è un’opposizione, non ne consegue necessariamente né un cambiamento politico né la libertà. E’ stato il clero iraniano che ha scelto i candidati alle presidenziali. E’ stato sotto il controllo esclusivo del partito palestinese Fatah che sono stati scelti i candidati per le presidenziali di gennaio 2005.



- NUOVI STATI FORMAZIONE INSTABILE - La zona e’ caratterizzata da situazione diverse e contrapposte. Convivono Stati con una realta’ internazionale consolidata e Stati di nuova formazione particolarmente instabili. Tra gli Stati radicati nel territorio possiamo annoverare nazioni quali la Turchia, l’Iran, gli Emirati arabi, l’Arabia saudita. Andando invece ad analizzare gli Stati instabili di nuova formazione una menzione speciale merita la questione palestinese. Gaza e Cisgiordania sono governati dall’autorita’ nazionale palestinese; una situazione molto particolare perche’ questa autorita’ ha un controllo sulla zona, ma la stessa e’ ancora lontana dall’assurgere al rango di Stato.



- CORRUZIONE - Questo fattore si riferisce al grado di corruzione percepito come rilevato da analisi di settore. Il fattore e’ abbastanza disomogeneo e si passa da zone in cui risulta assente a zone in cui la corruzione e’ un grave fenomeno tale da essere percepito come normale dalla popolazione.



- PNL PRO-CAPITE - Il pnl pro-capite e’ molto alto nei paesi della zona. Cio’ e’ dovuto essenzialmente alla grande ricchezza di risorse naturali; nella fattispecie il petrolio. In contrasto con questa realta’ risultano essere alcune nazioni come l’Iraq, lo Yemen, Gaza e la cisgiordania. La ragione fondamentale che impedisce un’accrescimento del PNL pro capite in molte zone e’ la presenza di situazioni instabili e di guerra.



- LA CRESCITA ECONOMICA - Sulla scia della diminuzione dei prezzi del petrolio negli anni Settanta, i paesi mediorientali hanno mostrato la tendenza a spendere, piuttosto che a investire, i ritrovati ricavi. Tuttavia oggi la situazione è differente dovuto principalmente alla diminuzione, da settembre 2008, del prezo dei idrocarburi. Da un altro lato il successo mediorientale si basa su un insieme più vasto di fattori economici e politici, e non esclusivamente sul petrolio. Gli afflussi di capitale a seguito dell'11 settembre, nonché i tentativi di deregolamentazione e di liberalizzazione hanno costituito la base per una significativa crescita economica negli ultimi quattro anni. La prevista diversificazione dal settore del petrolio ad altri segmenti, quali il settore finanziario, turistico, edilizio e quello associato all'edilizia (ad es. settore delle telecomunicazioni, informatico, energetico, idrico ed elettrico) dovrebbe contribuire in modo significativo in futuro alla crescita economica della regione, in un quadro economico generalmente positivo. Dal 2004 i mercati azionari mediorientali hanno registrato delle performance straordinarie. Un consistente afflusso di petrodollari sui mercati finanziari locali, grazie a maggiori ricavi dal settore petrolifero e ad alcuni segnali concreti nel campo delle riforme economiche sono stati i fattori chiave che hanno sospinto il mercato azionario. Nonostante la perdurante instabilita’ in Iraq, anche gli investitori scommettono sempre più su un miglioramento delle prospettive relative alla stabilita economico-politica della regione in generale.



- FORZA LAVORO IN AGRICOLTURA - Vista il paesaggio prevalentemente desertico e le ingenti risorse petrolifere nei paesi della zona l’agricoltura non risulta essere un fattore determinante. Inoltre le economie della zona si basano prevalentemente sullo sfruttamento delle risorse naturali e su altri segmenti quali ad esempio quello finanziario.



- AIUTO ESTERO - L’aiuto estero non risulta essere un fattore destabilizzante. Nella formazione del Prodotto Nazionale Lordo degli Stati la percentuale di aiuto estero non risulta essere cosi’ elevata da influire in modo determinante.



- HIV/AIDS (%) - il 67% dei casi di trasmissione del virus AIDS avviene attraverso i rapporti eterosessuali. L’80% di donne arabe viventi hanno contratto l’AIDS attraverso le relazioini coniugali. Secondo i dati dell’ONU (Organizzazione Nazioni Unite) e dell’OMS (organizzazione Mondiale per la Sanita’) 39,5 milioni di persone nel mondo vivono con l’AIDS, 1,7 milioni di queste persone si trovano nel mondo arabo. Nel 2006 si calcola che circa 68.000 persone nel mondo arabo sono state colpite dal virus.



Secondo Khadija Moalla, tunisina,direttrice del programma regionale per la lotta contro l’AIDS di HARPAS dal 2003, non esiste la volonta’ politica dei governi arabi di riconoscere che l’AIDS esiste. Sembra che i governi non vogliano lottare per arrestare la malattia, per loro il problema AIDS non e’ prioritario, non e’ considerato urgente.



- SPESA MILITARE - La % di spesa militare per i paesi della zona e’ molto alta. In genere si attesta tra il 3% e il 10%. Cio’ rischia di essere un fattore molto destabilizzante perche’ rischia di innescare un circolo vizioso in cui tutte le nazioni della zona decidano di armarsi sempre piu’ innescando una possibile competizione nella percezione che i vicini si stiano armando con finalita’ espansionistiche.



- DISASTRI NATURALI - I disastri naturali non risultano essere un fattore di criticita’ per il Medio Oriente. Uniche eccezioni in negativo risultano essere la Turchia e il Kuwait.



- ISOLAMENTO GEOGRAFICO - La zona è un crocevia essenziale per il trasporto di merci e persone nel mondo. Le infrastrutture per trasportare i beni fuori al paese risultano essere forti e i mezzi efficaci. I paesi della penisola si affacciano e formano un collegamento tra il mar mediterraneo , il mar Rosso, il mar Nero e il mare Arabo. Inoltre e’ situata in posizione mediana tra i paesi dell’Asia, Europa e Africa. Cio’ contribuisce in modo determinante per quanto riguarda lo sviluppo di commerci visto che gran parte delle merci trasitano per queste zone.

- INDICE DI SVILUPPO UMANO - Un indice composito che misura il grado di sviluppo umano tenendo conto di vari fattori quali quello della durata e della qualita’ della vita, ma anche lo stato di salute ed istruzione. La maggior parte dei paesi si attestano su valori molto positivi o positivi. Una menzione particolare merita ad esempio il sistema di pronto soccorso Israeliano che risulta essere un esempio per tutte le altre nazioni del mondo.

- POPOLAZIONE - Il numero della popolazione nell’area e’ alto e concentrato soprattutto nelle regioni costiere.

- CRESCITA DEMOGRAFICA - Rispetto agli anni ’70 colpisce il crollo della fecondita’ nei paesi Medio Orientali ormai proiettati verso i 2 figli per famiglia. In contrapposizione l’invecchiamento della popolazione fa passare dal 4% al 9% la percentuale degli ultrasessantacinquenni. Notevole risulta quindi l’abbassamento del tasso di mortalita’.

Passando alle trasformazioni delle città mediterranea e’ opportuno rilevare come la Giordania risulti essere il paese mediterraneo con la maggior crescita di popolazione rurale (+3%), all'opposto della Palestina che risulta avere un incremento (+4,5%) della popolazione urbana

- ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI - La presenza di organizzazioni internazionali e’ massiccia. Le maggiori organizzazioni internazionali sono presenti nella zona. Varie missioni sono state autorizzate e sono tutt’ora in corso con mandato Onu o Nato.

Tra le piu’ importanti nel settore sanitario e di supporto alla popolazione e’ opportuno ricordare la Croce Rossa Internazionale ed Emergency presenti soprattutto in Iraq con scopi prettamente umanitari.

Organizzazioni internazionali presenti nella macro area



- La quantita’ di organizzazioni internazionali presenti nell’area e’ molto elevata. Ci limiteremo a dare dei cenni generali di 3 tra le piu’ importanti organizzazioni.L’OPEC (acronimo di “Organization of the Petroleum Exporting Countries” - organizzazione dei paesi esportatori di petrolio -) è stata fondata durante Conferenza di Baghdad nel Settembre del 1960, inizialmente ne facevano parte 5 Paesi (Iran, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita e Venezuela), in seguito il loro numero è salito ad 11, con l'ingresso del Qatar (1961), dell'Indonesia (1962), della Libia (1962), degli Emirati Arabi Uniti (1967), dell'Algeria (1969) e della Nigeria (1971).

Insieme coprono circa il 40% della produzione petrolifera mondiale e il 14% di quella di gas naturale. Nel loro sottosuolo, inoltre, è racchiuso quasi l'80% delle riserve di petrolio planetarie, un quarto lo detiene la sola Arabia Saudita. Si tratta di un’organizzazione internazionale che raggruppa alcuni stati che hanno nell’esportazione del petrolio la loro maggiore fonte di entrate economiche. Proprio perché la più consistente fonte di guadagni di questi paesi è data dalla vendita del greggio (detenuto per la maggior parte da questi Stati), risorsa, che, una volta esaurita, necessita milioni di anni per riformarsi, l'OPEC controlla e limita la produzione di petrolio da parte dei paesi membri. Obiettivo dell’organizzazione è la stabilità del mercato del petrolio, attraverso una regolazione dei livelli di produzione dei paesi membri che aiuti a mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta.

- I paesi membri organizzano frequenti incontri tra i propri ministri del petrolio, al fine di coordinare ed unificare le proprie politiche petrolifere. Questi incontri, chiamati Conferenze, si tengono per lo meno due volte all'anno.

Sebbene la quota di produzione petrolifera Opec sia meno della metà di quella mondiale, in realtà la sua percentuale sul petrolio scambiato nei mercati internazionali sale al 60%.

Infatti una grossa fetta della produzione petrolifera degli estrattori non aderenti all'Opec viene destinata al fabbisogno interno dei vari paesi. Scegliendo di estrarre più o meno petrolio, dunque, i paesi Opec possono influenzare il prezzo greggio di tutto il mondo. Tuttavia non bisogna dimenticare che una cosa è il -prezzo del petrolio e un'altra quella dei suoi derivati, come la benzina, dove incidono molto anche i costi di trasporto, raffinazione, distribuzione e più pesanti di tutto, le tasse.

Due volte all’anno, o più frequentemente, se necessario, i ministri del petrolio e dell’energia dei paesi membri si riuniscono in un vertice, nel quale viene deciso il livello di produzione. Gli undici membri dell’Opec gestiscono in totale circa il 40% della produzione petrolifera mondiale, e possiedono oltre il 75% delle risorse petrolifere disponibili al mondo.

La Lega degli Stati Arabi (meglio nota come Lega Araba) è un’associazione volontaria di Stati arabi sovrani. È stata fondata nel marzo 1945 con lo scopo di rafforzare i legami fra gli Stati arabi e di coordinare le loro politiche al fine di promuovere il benessere e l’unità del mondo arabo.

La sede ufficiale della Lega è al Cairo, Egitto. Tra i paesi attualmente membri possiamo annoverare: Algeria, Iraq, Qatar, Arabia Saudita, Kuwait, Somalia, Bahrain, Libano, Sudan, Comore, Libia, Siria, Djibouti, Mauritania, Tunisia, Egitto, Marocco, Yemen, Emirati Arabi Uniti, Oman, Giordania, Palestina* (La Palestina è considerata come uno stato indipendente, quindi è un membro a pieno titolo della Lega). La Lega Araba nasce nel 1945 con lo scopo di promuovere la cultura araba attraverso la coordinazione degli stati che si definiscono arabi, nel campo economico, politico e culturale. La missione della Lega è molto ambiziosa e si scontra con le peculiarità e gli antagonismi interni al mondo arabo. Questa organizzazione è stata spesso teatro di scontri e confrontazioni fra i Paesi arabi. La Lega, inoltre, ha cercato di svolgere un ruolo importante nella risoluzione dei conflitti che hanno attraversato il mondo arabo, in primis la questione palestinese, le guerre del Golfo ed anche la guerra civile del Libano. La Lega Araba è intervenuta fornendo aiuti finanziari ed umanitari ma soprattutto ha cercato di creare degli spazi di mediazione fra le parti in causa.



- I rapporti fra i paesi membri non sono sempre stati armoniosi. Nel 1979 l’Egitto fu espulso dall’organizzazione e la sede trasferita a Tunisi, in segno di protesta nei confronti del Presidente egiziano Anwar al-Sadat, che aveva firmato gli accordi di pace con Israele a Camp David. L’Egitto fu riammesso soltanto nel maggio 1989.

La Lega Araba cerca di promuovere la cooperazione fra gli stati arabi in tutti i settori, attraverso la formazione d’istituzioni ed agenzie specializzate. In particolare il suo ruolo internazionale è emerso in quattro settori:

- Sostegno ai paesi arabi che lottavano per l’ottenimento dell’indipendenza dalle potenze coloniali. In particolare, la Lega ha giocato un ruolo importante nel caso dell’Algeria, Sultanato dell’Oman, Yemen del Sud (prima dell’unione con lo Yemen del Nord) ed il Sudan.

- Mediazione nei conflitti fra i paesi arabi, ad esempio: il conflitto fra Egitto e Sudan nel 1958, Marocco ed Algeria nel 1963, Yemen del Sud contro Yemen del Nord nel 1987, ed anche la guerra civile del Libano. In quest'ultima occasione fu fondata una “forza di deterrenza”, nel 1976, al fine di supervisionare i tentativi di cessate il fuoco ed, in seguito, per garantire il mantenimento della pace. Sin dal 1950, all’interno della Lega esiste una “Permanent Military Commission”, composta dai rappresentanti di tutti gli eserciti dei paesi arabi, che ha il compito di definire i piani di difesa, valutati dalla “Joint Defence Council”, composta dai Ministri degli Esteri e della Difesa. Le decisioni di questo consiglio, approvate con la maggioranza relativa di 2/3, sono vincolanti per tutti i membri.

- Promuovere la cooperazione inter-araba attraverso la formazione di agenzie specializzate che operano in diversi settori: economia, finanza, comunicazione, sviluppo economico, sociale e culturale. Fra le più importanti possiamo citare: “Arab Labour Organization”, “Arab Fund for Economic and Social Development”, “Arab monetary Fund”, “Arab League Educational, Cultural and Scientific Organization (ALESCO)”, “Arab States Broadcasting Union (ASBU)”, “Arab Satellite Communications Organization (ARABSAT)”, “Arab Permanent Telecommunication Committee” ed il “Arab Postal Committee” che opera all’interno del “Arab Telecommunication Council of Ministers (ATCM)”.

- Rappresentare i paesi arabi nelle più importanti istituzioni internazionali come le Nazioni Unite e le sue organizzazioni specializzate, ma anche nelle Unione Africana.

- Il Consiglio di Cooperazione degli Stati Arabi del Golfo (comunemente chiamate Gulf Cooperation Council - GCC) è stato fondato il 25 maggio 1981 da sei paesi arabi: Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita. La sede ufficiale è a Riyadh in Arabia Saudita. Nel 1996 lo Yemen richiese ufficialmente di diventare un membro a pieno titolo del GCC, ma solo nel dicembre 2001 il Consiglio Supremo lo ammise come membro permanente al “Arab Bureau of Education for the Gulf States”, gli concesse di partecipare agli incontri dei Ministri della Salute, Lavoro ed Affari Sociali, inoltre, lo Yemen partecipa al torneo biennale di calcio del Golfo.Il GCC cerca di promuovere e consolidare la cooperazione in tutti i settori degli Stati arabi del Golfo. I primi passi sono stati mossi nel campo economico e commerciale, negli anni ’80 e ’90 sono stati firmati diversi accordi che favoriscono la circolazione dei beni e delle persone. Già nel 1981 i ministri del GCC firmarono un “unified economic agreement” con il quale si proponevano d’incentivare la libertà di movimento dei beni e delle persone, l’abolizione delle tasse doganali, la collaborazione tecnica e l’armonizzazione dei regolamenti bancari e finanziari.

- Nel 1987 i governatori delle banche centrali degli Stati membri raggiunsero un accordo di principio per coordinare i tassi di cambio delle valute, ratificato dal Consiglio Supremo a novembre dello stesso anno. Il Kuwait entrò fu ammesso al sistema monetario dei paesi el GCC nel 1993, per proteggere le valute dalla crisi economica conseguente l’occupazione iraqena del Kuwait.

- Con l’accordo del 2001, il Consiglio Supremo propose l’adozione di una moneta unica, legato al dollaro americano, entro il 2010. La sicurezza regionale è una priorità del GCC, soprattutto in seguito alla guerra Iraq – Iran, l’occupazione iraqena del Kuwait ed all’aggravarsi delle dispute territoriali fra i paesi del Golfo. Attraverso una serie d’accordi fra i paesi del Golfo ed altri paesi arabi, come l’Egitto e la Siria, il GCC ha cercato di svolgere un ruolo di mediatore nelle dispute interne e cerca di sviluppare una strategia comune per la stabilità della regione. Nel 1984 gli Stati membri s’accordarono sulla necessità d’avere un'unica forza armata che potesse intervenire rapidamente per difendere la regione da attacchi esterni. Nacque così la “Peninsula Shield Force”, formata da unità armate provenienti da tutti gli Stati membri, basata nella regione nord-orientale dell’Arabia Saudita. L’occupazione del Kuwait mostrò tutti i limiti della “Peninsula Shield Force”, che non partecipò attivamente al conflitto perché non era abbastanza sviluppata. Di conseguenza, il GCC insieme all’Egitto e Siria firmarono la “Dichiarazione di Damasco”, nel marzo 1991, con la quale le otto nazioni s’impegnavano a stabilire una forza regionale di “peace-keeping”. In giugno, Egitto e Siria, le cui truppe dovevano costituire il contingente maggiore, si ritirarono a causa del disaccordo sulla composizione di tale forza armata e sulla remunerazione. Le otto nazioni mantengono tuttora un accordo di mutuo soccorso. La “Peninsula Shield Force”, sebbene non abbia le capacità per compiere azioni militari rilevanti, cerca di coordinare le forze armate nazionali e di monitorare le situazioni di crisi che possono degenerare in conflitti armati.

CONSIDERAZIONI

La crisi dello Yemen, l’invasione de Israele pocho mesi fa alla Striscia di Gaza, il problema dei rifugiati, la diminuzione del prezzo del petroleo e gli permanenti atentati terroristiche ci fanno vedere, da un lato, che la regione non trovarà nel breve e medio termine una soluzione alla sua instabilita e insicureza. Dal altro la nuova amministrazione degli Stati Uniti e la sua, al meno adesso, politica estera di “conciliazione” portano certo messagio di ottimismo al riguardo della ricerca e ragiungimento della stabilità nella macroarea.

Dalla fine del 2008 le condizioni internazionali sono differenti sia nel ambito economico che nel politico, già che la crisi economica sarà particolarmente sentita dagli stati produtori di petroleo. Nello politico - militare lo sforzo internazionale dovrà essere diversificato possibilmente con un importante impegno verso l’Africa, Afganistan e, si la crisi in Pakistan si approfondisce, forze anche in quel paese, ovverosia che il Medio Oriente non sarà più la unica regione a stabilizzare. Nello stasso tempo la comunità internazionale non può può tollerare un ulteriore deterioramento della situazione politica e di sicurezza nel Medio Oriente, quindo la partecipazione più attiva dei paesi convolti può essere una vicenda a considerare.

(dati da fonti aperte 20010 ed anteriori. aggiornamento 10 aprile 2010)