Giovedì 26 giugno, il
responsabile dell’ufficio per gli affari taiwanesi del governo cinese, Zhang
Zhijun, è sbarcato a Taipei e, nell’ambito di una visita ufficiale di quattro
giorni, ha incontrato il suo equivalente a Taiwan, Wang Yu-chi. L’incontro fa
seguito al primo round di colloqui tenutosi lo scorso febbraio a Nanjing,
quando il rappresentante taiwanese aveva accolto l’invito del governo cinese,
ponendo fine a 65 anni di rapporti tesi tra la Repubblica Popolare Cinese (PRC)
e la Repubblica di Cina (RoC).
Il percorso di riavvicinamento tra Cina e Taiwan, lentamente avviato sin dal
2008 sotto la presidenza taiwanese di Ma Ying Jeou, potrebbe essere approdato
ad una fase decisiva, a cominciare dalla definizione di stabili relazioni
commerciali. Nel corso degli ultimi anni, infatti, lo scopo principale dei
rappresentanti dei rispettivi Paesi è stato orientato verso una progressiva
intensificazione dei commerci che, nel 2014, ! hanno raggiunto un valore pari a
197 miliardi di dollari.
Il secondo meeting ufficiale tra Cina e Taiwan deve misurarsi, tuttavia, anche
con l’ostilità di buona parte dell’opinione pubblica taiwanese, da sempre molto
sensibile al tema dei rapporti con Pechino. Le manifestazioni di protesta
popolare verificatesi lunedì scorso dinanzi alla sede del Ministero per gli
affari cinesi di Taipei denotano come l’evoluzione dei rapporti sino-taiwanesi,
anche se sostenuta dagli ambienti imprenditoriali, deve confrontarsi con
l'opposizione della maggioranza della popolazione locale.
Fonte CESI Newsletters 151
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