sabato 28 febbraio 2026
venerdì 20 febbraio 2026
La sfera di influenza della Cina
lunedì 9 febbraio 2026
Tesi di Laurea Dott Davide Corona
“INDIA O BHARAT?”
La ritrovata strategia indiana
nella logica del nuovo ordine mondiale
ANNO ACCADEMICO 2024/2025
INDICE
PREMESSA
Dopo la schiacciante vittoria ottenuta nel corso delle ultime elezioni governative indiane del giugno 2024, nelle quali il nazionalista Bharatija Janata Party (Bjp), con maggioranza assoluta, si è nuovamente imposto alla guida del Paese, per il premier Narendra Modi si apre un nuovo ciclo di importanti sfide che sul campo geopolitico dovranno, se vinte e superate, assicurare all’India l’affermazione quale nazione di guida e leadership del cosiddetto Sud Globale sempre più influenzato dalla scomoda presenza cinese che solo una forte capacità dissuasiva in campo economico, commerciale e militare potrà arginare.
Partendo dalla sua attuale collocazione geopolitica scaturita dall’emancipazione, nel 1947, dalla storica dominazione imperiale britannica sull’intero Sub-Continente, gli interrogativi che si pongono i principali analisti ed osservatori internazionali, e qui ripresi, su quelle che saranno le sfide che l’India di Modi dovrà affrontare nell’ormai avviato e prossimo quinquennio governativo, risultano molteplici e foriere di svariate congetture.
Dalle dinamiche socio-economiche e demografiche interne, ancora spesso fonti di tensione tra la popolazione, alla spinta fortemente nazionalista conferita al Paese dalle attuali politiche modiane, le principali attenzioni non potranno dunque che concentrarsi su quella che sembra essere una ritrovata dimensione strategica che ne fa un partner ricercato e privilegiato per i paesi occidentali (Unione Europea in testa) e sulle nuove possibilità, in termini di negoziati ed accordi nel campo del libero scambio tra Delhi e quest’ultimi, i cui raggi di azione dovranno necessariamente preservarsi anche attraverso un protagonismo marittimo che, partendo dal mare di casa, si spinga sino all’Atlantico ed al Mediterraneo.
Proprio la ritrovata dimensione strategica costruita dall’India e riconosciuta dalla gran parte dei componenti della comunità internazionale, con una notevole accelerazione nel 2023, all’atto della guida del G20, dimostra quanto motivata sia la leadership governativa indiana nel riportare il Paese al centro della scena mondiale.
Infatti dopo una prima ed iniziale fase tentennante con la quale l’India ha iniziato a rielaborare la sua dimensione strategica, gli sforzi messi in campo dai vari esecutivi a guida Modi, sono stati rivolti al rafforzamento ed al conseguente consolidamento dell’azione di governo nella gestione del territorio metropolitano, delle frontiere contese, dell’implementazione dell’industria e della connettività, unita a quelle rivolte al controllo degli spazi marittimi e dei rapporti con le grandi potenze mondiali.
Su questi presupposti non si può non affermare quanto risultino necessarie ed imprescindibili l’abilità e la forza che l’India dovrà dimostrare di possedere nell’azione di governance delle sue relazioni internazionali che, in ambito diplomatico, economico-commerciale e militare dovranno affermarla quale nuova potenza leader del nuovo orizzonte del Global South che, seppur desideroso di riscatto dalla dimensione occidentale, continua ad essere condizionato dall’ingombrante influenza cinese.
Tutto questo determina per l’India l’approdo ad un ritrovato ruolo da protagonista sulla scena internazionale che, se da un lato le ha permesso di riscoprire l’importanza geo-strategica che essa può rivestire nell’ambito della propria area di interesse regionale dall’altro la continua a mantenere distante, nel campo delle relazioni estere, da qualsiasi forma di vincolo o di facili aperture nei confronti dei partner. Se è vero, dunque, che l’autonomia nel campo delle alleanze ha contraddistinto da sempre l’operato estero di Delhi, questo ha contribuito, per contro, ad aumentarne la dipendenza da Mosca e Pechino relativamente alle forniture militari e manufatturiere a discapito delle relazioni intrattenute con i paesi occidentali. Prioritario per Modi sarà dunque, oltre che la garanzia di ottenere un posto privilegiato tra le grandi potenze responsabili dell’ordine mondiale, ridurre quanto prima lo storico rapporto di dipendenza da sempre esistente da Russia (armi) e Cina (manifattura), anche attraverso il rafforzamento della cooperazione con gli Stati Uniti e gli altri paesi occidentali, tra i quali quelli UE, Italia inclusa.
sabato 31 gennaio 2026
Una NUova forma di schiavitù
Da La Civiltà Cattolica, dicembre 2025, numero 4200, pag. 71
I CENTRI TRUFFA NEL SUD-EST ASIATICO: UNA NUOVA FORMA DI SCHIAVITU
William McCormick S.I.
Il recente intervento di mons. Paul Richard Gallagher alle Nazioni Unite richiama l'attenzione sulla perdurante necessità di una coopera-zione multilaterale per difendere la dignità umana e contrastare la cri-minalità globale. In un passaggio del suo discorso egli si è soffermato sui cosiddetti «centri truffa del Sud-est asiatico, dove persone vittime di tratta vengono costrette a commettere truffe online su larga scala. Queste strutture rivelano forme di schiavitù moderna, debolezza isti-tuzionale e profonda sofferenza umana. L'articolo invoca una risposta centrata sulle vittime e una più forte collaborazione internazionale, esortando le Nazioni Unite e l'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean) a rinnovare l'impegno morale e operativo per la giu-stizia, la solidarietà e l'effettivo rispetto dello Stato di diritto.
La Raccolta della Rivista è anche presso l'Emeroteca del CESVAM
martedì 20 gennaio 2026
domenica 11 gennaio 2026
INFOCESVAM N. 6 DEL 2025 - Novembre Dicembre 2025
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO XII, 71/72/, N. 6, Novembre -
Dicembre 2025, 1 Gennaio 2026
XII/6/1076 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 6 il
Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1076 il numero della comunicazione dal
numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di
informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti
dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla
offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la
funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio
Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e
Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima
indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento
XII/6/1076 – Nel Mese di
ottobre 2025 è stata inviata la richiesta al Ministero della Difesa – Gabinetto
del Ministro la lista dei progetti di previsto sviluppo dal parte del CESVAM –
Istituto del Nastro Azzurro. Nello scorso numero di INFOCESVAM sono stati
indicati dei dodici presentati, i titoli di dieci progetti. In questo numero si
indicano i rimanenti,
XII/6/1077 – www. valoremilitare.blogspot.com.
Nel primo semestre del 2025 si sono avuti oltre 58.000 contatti in
sei mesi, con i mesi di maggio e giugno veramente anomali con oltre 19.000
contatti mensili. Nel II semestre 2025, in sei mesi, 28.000. La media mensile è
di circa 7000 contatti, un dato lusinghiero. Mese di novembre 3177, mese di
dicembre 8815.
XII/6/1078 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Schort Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video.
Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (Gli Schort Video) sono
trasmessi ogni lunedì, (ore
08.00). Titolo Canale ISTITUTO NASTRO
AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90
persone.
XII/6/1079 –“Progetto
2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le
Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Progetto
Presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1080 – Il Master di
1° Liv. in “Storia Militare Contemporanea. Dal 1976 a oggi, ha un totale di
iscritti per l’anno accademico in corso pari a 14 unità; Hanno chiesto
l’assegnazione della tesi il 47% degli iscritti e per la prossima sessione di
laurea di Marzo 2026 sono candidati 2 frequentatori.
XII/6/1081 - Progetto
2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e
contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle
missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola
Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze, che peraltro, dovrebbe essere
incrementata.
XII/6/1082 - www. storiamilitare.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 3177, nel
mese di dicembre 3107, per un totale dalla apertura del blog di 144456
contatti.
XII/6/1083 - Volume Serie
Università. Alessia
Biasiolo. “La Fabbrica che costruisce la Storia”. Analisi della produzione
industriale italiana tra Ottocento e Novecento”. Dalla Casa Editrice. Ricevuta
Bozza n. 2 e Bozza 3 per l’inserimento della iconografia.
XII/6/1084 – Progetto
2026/11. “Altius Tendo” Storia del 3° Reggimento Alpini dalle orgini ad oggi.
Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1085 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Long Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video.
Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (I Long Video) sono trasmessi ogni giovedì, (ore 08.00). Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM.
Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.
XII/6/1086 - www.uniformologia.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 2353, nel
mese di dicembre 803, per un totale dalla apertura del blog di 134148 contatti.
XII/6/1087 Il Master di
1° Liv. in “Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi”ha un totale di
iscritti per l’anno accademico in corso pari a 13 unità; Hanno chiesto
l’assegnazione della tesi il 23% degli iscritti e per la prossima sessione di
laurea di Marzo 2026 sono candidati 3 frequentatori.
XII/6/1088-www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 495, nel mese
di dicembre 1458, per un totale dalla apertura del blog di 59075 contatti.
XII/6/1089 - Storia del Nastro Azzurro. Labari. Sulla base
dell’Ordinamento del 1981, si è avviata una ricerca delle Sezione Gruppi chiusi
per individuare se ancora esistono o meno le loro insegne, ovvero i Labari e i
Gagliardetti. Al momento le aree di ricerca sono nelle Marche e in Liguria,
XII/6/1082 - www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 459, nel mese
di dicembre 1384, per un totale dalla apertura del blog di 86145 contatti.
XII/6/1090 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Materiali per la Storia del
Nastro Azzurro Schort Video. Dal mese di Gennaio 2026, ogni mese, a cadenza
settimanale, saranno pubblicati 4 Schort Video dedicato ad una fonte o materica
o documentale riferita all’Istituto del Nastro Azzurro. al fine di avere
materiali per una eventuale stesura, come detto, di una storia dell’Istituto.
Uscita ogni sabato, ore 08.00.
XII/6/1091 - Il Master di
1° Liv. in “Terrorismo ed Antiterrorismo” ha
un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 116 unità;
Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 22% degli iscritti e per la prossima
sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 10 frequentatori.
XII/6/1092 -www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 1740,, nel
mese di dicembre 1472 , per un totale dalla apertura del blog di 49876
contatti.
XII/6/1093 – I progetti
presentati al Ministro della Difesa – Gabinetto del Ministro hanno come autori
i seguenti: Massimo Coltrinari, Giovanni Riccardo Baldelli, Antonio Vittiglio,
Monica Apostoli, Giorgio Madeddu, Osvaldo Biribicchi, Manuel Vignola, Antonio
Daniele, Massimo Dionisi, Davide Corona, Luigi di Santo.
XII/6/1094 -www.atlanteamerica.blogspot.com. I contatti nel mese
di novembre sono stati 1059,, nel mese di dicembre 1957 , per un totale dalla
apertura del blog di 46870 contatti.
XII/6/1095 - La edizione
il CESVAM Report 2021 – 2025. È disponibile. Tale Report è in distribuzione
anche nella versione pdf. Questo è il III Report del CESVA, dopo quello del
2014- 2019 e 2019-2021.
XII/6/1096 - Sito del
Nastro Azzurro: www.istitutodelnastroazzurro.org
riporta fino al 31 dicembre 2025 nel Banner “Il Valore Militare Oggi” gli atti
di Valore che si sono avuto nel passato.
XII/6/1097 – Progetto
2026/10. Gli “Alpini” nella Guerra di Liberazione 1943 -1945. . Dott. Davide
Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1098 _ Blog
Geografici. La visione totale degli accessi di questo gruppo di Blog fa emergere
che i contatti sono in media oltre il
1500/2000 mese, tranne per Italia, che è
di 382, che peraltro è il massimo avuto dalla apertura., e le Terre Polari, che
si attesta sui 880 accessi.
XII/6/1099 -– Progetto
2025/1. Eccidi in Toscana. Cav.Stefano Mangiavacchi sta controllando la lista degli Eccidi da 2 a 9 Vittima. Da 10 a 49 Vittime, nelle 10
provincie toscana; data e luogo
XII/6/1100 - Prossimo
INFOCESVAM (gennaio -febbraio) sarà pubblicato il 1 marzo 2026. I precedenti
numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul
sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici
e che geografici.
(a cura di Massimo Coltrinari) info:
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
martedì 30 dicembre 2025
Tesi di Laurea Georg Burattini Evoluzione delle tattiche usate dal movimento talebano Bibliografie e Sitografia III Parte
Barattini Georg
MASTER DI I LIVELLO IN TERRORISMO ED ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE, Università degli Studi Niccolò Cusano UNICUSANO – a.a. 2022-2023 –
Bibliografia, Sitografia
Ahmed Rashid, Taliban: Militant Islam, Oil and Fundamentalism in Central Asia (New Haven, CT: Yale University, 2001).
Alex Strick van Linschoten and Feliz Kuehn, Separating the Taliban from al-Qaeda: The Core of Success in Afghanistan (New York, NY: Center on International Cooperation, 2011).
Alberto Abadie, “Poverty, Political Freedom, and the Roots of Terrorism,” Harvard University and National Bureau of Economic Research, October 2004.
Antonio Giustozzi, “The Taliban’s Adaptation 2002-2001: A Case of Evolution?” Cliodynamics 3, no. 1 (2012).
Antonio Giustozzi, Decoding the New Taliban: Insights from the Afghan Field (New York, NY: Columbia University, 2009).
Borger, Julian (May 18, 2022). "US withdrawal triggered catastrophic defeat of Afghan forces, damning watchdog report finds". The Guardian. Retrieved May 19, 2022.
Brian Glyn Williams, Afghanistan Declassified: A Guide to America’s Longest War (Philadelphia, PA: University of Pennsylvania, 2012).
Clay Wilson, Improvised Explosive Devices (IEDs) in Iraq and Afghanistan: Effects and Countermeasures, CRS Report No. RS22330 (Washington, DC: Congressional Research Service, 2006).
David Edwards’book: Caravan of Martyrs: Sacrifice and Suicide Bombing in Afghanistan.
Daniel Eisenberg, “Secrets Of Brigade 055,” TIME, October 28, 2001.
Eric S. Margolis, War at the Top of the World: The Struggle for Afghanistan and Asia (Toronto: Key Porter, 2007).
Farrell, Theo. “Unbeatable: Social Resources, Military Adaptation and the Afghan Taliban.” Texas National Security Review 1, no. 3 (May 2018).
Jakes, Lara; Schmitt, Eric (25 August 2021). "The latest enemy to U.S. evacuation efforts in Afghanistan: Time". The New York Times.
Johnson, Thomas H. and Mason, M. Chris. “Understanding the Taliban and Insurgency in Afghanistan.” ORBIS 51, no. 1 (January 2007).
Johnson, Thomas H. “The Illusion of Afghanistan’s Electoral Representative Democracy: The Cases of Afghan Presidential and National Legislative Election.” Small Wars & Insurgencies 29, no. 1 (2018).
Kamal Matinuddin, The Taliban Phenomenon: Afghanistan 1994–1997 (New York, NY: Oxford University, 1999).
Little, Douglas (August 2, 2022). Us versus Them, Second Edition: The United States, Radical Islam, and the Rise of the Green Threat. UNC
Margolis, Eric S. War at the Top of the World: The Struggle for Afghanistan and Asia. 3rd ed. Ontario: Key Porter, 2007.
Megan K. Stack, Fighters Hunt Former Ally, in Los Angeles Times, 6 dicembre 2001.
Myre, Greg (24 August 2021). "CIA Chief And Taliban Leader Meet As Taliban Demand Aug. 31 U.S. Withdrawal". NPR. Retrieved 15 February 2023.
National Commission on Terrorist Attacks Upon the United States, The 9/11 Commission Report (Washington, DC: National Commission on Terrorist Attacks Upon the United States, 2004).
Nojumi, Neamatollah. The Rise of the Taliban in Afghanistan: Mass Mobilization, Civil War, and the Future of the Region. New York, NY: Palgrave, 2002.
Pontecorvo, Stefano. L'ultimo aereo da Kabul: Cronaca di una missione impossibile (Italian Edition).
Richard H. Shultz Jr. and Andrea J. Dew, Insurgents, Terrorists, and Militias: The Warriors of Contemporary Combat.
Rohan Gunaratna, Inside Al Qaeda: Global Network of Terror (New York, NY: Columbia University, 2002).
Scott Atran, “Individual Factors in Suicide Terrorism,” Science, 2 April 2004.
Scott Atran, “Mishandling Suicide Terrorism,” The Washington Quarterly, Spring 2004.
"Security Council resolution endorses moves towards long-sought Afghanistan peace". United Nations. March 10, 2020. Retrieved September 11, 2021.
Shultz, Richard H. Jr. and Andrea J. Dew. Insurgents, Terrorists, and Militias: The Warriors of Contemporary Conflict. New York, NY: Columbia University, 2006.
Strick van Linschoten, Alex, and Felix Kuehn. An Enemy We Created: The Myth of the Taliban –Al Qaeda Merger in Afghanistan. New York, NY: Oxford University, 2012.
Stephen Braun e Judy Pasternak, Long Before Sept. 11, Bin Laden Aircraft Flew Under the Radar, in Los Angeles Times, 18 novembre 2001.
Steve Coll, The Bin Ladens: An Arabian Family in the American Century (New York, NY: Penguin, 2008).
Steve Coll, Ghost Wars: The Secret History of the CIA, Afghanistan, and bin Laden, from the Soviet Invasion to September 10, 2001 (New York, NY: Penguin, 2004).
Steve Coll, Directorate S: The C.I.A. and America’s Secret Wars in Afghanistan and Pakistan (New York, NY: Penguin, 2018).
The Foundation of the New Terrorism, 9/11 Commission.
Thomas H. Johnson, “The Prospects for Post-Conflict Afghanistan: A Call of the Sirens to the Country’s Troubled Past.
Afghanistan: Taliban plans for suicide brigade reveal changing nature of warfare in 21st century Published: January 13, 2022. Afghanistan: Taliban plans for suicide brigade reveal changing nature of warfare in 21st century (theconversation.com).
“Do Voters Know We’re Still At War With Afghanistan?” Rasmussen Reports, July 30, 2018.https://www.rasmussenreports.com/public_content/politics/current_events/afghanistan/do_voters_know_we_re_still_at_war_with_afghanistan.
Johnson, Thomas H. “Taliban Adaptations and Innovations.” Small Wars & Insurgencies 24, no. 1 (2013). 3-27. http://dx.doi.org/10.1080/09592318.2013.740228.
Johnson Thomas H. and Matthew C. DuPee. “Analysing the New Taliban Code of Conduct (Layeha): An Assessment of Changing Perspectives and Strategies of the Afghan Taliban.” Central Asian Survey 31, no.1(March 2012)https://doi.org/10.1080/02634937.2012.647844
Lezioni Afghane - n°8 - 2021 https://www.limesonline.com/lezioni-afghane-il-numero-821-di-limes/124920.
"Pakistan Accused of Helping Taliban". ABC News. 31 July 2008.
Peter Baker, “How Obama Came to Plan for ‘Surge’ in Afghanistan,” New York Times, December 5, 2009.
"Rebuilding Afghanistan: The U.S. Role". Stanford University. https://web.stanford.edu/class/intnlrel193/readings/week6/afghan.html#:~:text=Rebuilding%20Afghanistan%3A%20The%20U.S.%20Role,unwavering%20political%20commitment%20over%20time.
"The foreign troops left in Afghanistan". BBC News. 15 October 2015. https://www.bbc.com/news/world-south-asia-11371138
Radio free Europe, https://www.rferl.org/a/taliban-suicide-bombings-afghanistan/31546216.html
https://artisresearch.com/files/articles/atran_individual_factors.pdf
https://www.9-11commission.gov/
https://doi-org.libproxy.nps.edu/10.1080/09592318.2018.1404771
https://tnsr.org/2018/05/unbeatable-social-resources-military-adaptation-and-the-afghan-taliban/
venerdì 19 dicembre 2025
Tesi di Laurea Geor Burattini. Evoluzione delle tattiche usate dal movimento talebano. Conclusioni II Parte
Barattini Georg
MASTER DI I LIVELLO IN TERRORISMO ED ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE, Università degli Studi Niccolò Cusano UNICUSANO – a.a. 2022-2023 –
CONCLUSIONE
Tra il 1994 e il 1996 i talebani controllavano quasi l’ottanta per cento del Paese, ma l’ideologia a sostegno dell’unità nazionale non era più sufficiente e le esigenze di governo cominciavano a pesare sulla classe dirigente talebana1. La ricostruzione delle infrastrutture danneggiate da anni di conflitto, la necessità di aumentare le risorse finanziarie, l’esigenza di fornire assistenza sanitaria e altri servizi sociali, significava che i talebani dovevano reperire risorse dall’esterno. Inoltre, l’attenzione internazionale sul loro regime e sulle rigide pratiche ideologiche, aveva limitato il sostegno internazionale, rendendo difficoltoso l’accaparramento di tali risorse.
Il Mullah Omar, di fronte a questa esigenza, cercò cautamente di stringere nuove alleanze e per un certo periodo di tempo ebbe dei benefici, ma con l’inizio del millennio, le sue scelte politiche si sarebbero ritorte contro l’organizzazione stessa.
Mettendosi alla ricerca di nuove alleanze, i talebani decisero di avvicinarsi al miliardario saudita Osama Bin Laden e successivamente le azioni antagoniste di Bin Laden portarono la pressione internazionale a livelli estremi. L’apice si raggiunse con le azioni terroristiche di Al-Qaeda dell'11 settembre 2001 e con il rifiuto del mullah Omar di consegnare Bin Laden alle autorità statunitensi, decisione che i talebani moderati non sostennero e che portò il regime talebano ad essere definitivamente rovesciato dall'operazione Enduring Freedom. Nonostante la sconfitta, le lezioni apprese dai talebani durante questo periodo avrebbero influenzato nuove strategie e preparato il ritorno in Afghanistan.
Tra il 2004 e il 2009, i talebani adattarono le loro tattiche e le forze della coalizione furono costantemente impegnate ad affrontare la minaccia degli ordigni esplosivi di circostanza, degli attentatori suicidi e delle imboscate. Imparando dagli errori degli inizi del 2000, il mullah Omar e i talebani modificarono sistematicamente quasi ogni aspetto della loro insurrezione per contrastare efficacemente la moderna potenza militare degli Stati Uniti e dei loro alleati.
Va notato che durante questo periodo i talebani hanno vissuto anche dei periodi critici e di debolezza, rappresentati da vari aspetti come la rivalità tra i comandanti locali, la durezza imposta dalla Sharia e dalle ideologie fondamentaliste, la cattura o l’uccisione di molti talebani avvenuti tra l’inizio e la metà degli anni 20002. Queste difficoltà portarono a forti tensioni tra l’organizzazione talebana e soprattutto tra i vertici di comando. Tuttavia, l’insurrezione trovò il modo di mitigare queste debolezze e continuò a condurre la sua Jihad contro gli Stati Uniti con un certo successo.
Quando poi gli Stati Uniti concentrarono i loro sforzi sul sostegno alle infrastrutture governative e sulla stabilità politica dell’Afghanistan, come previsto dalla dottrina della counter-insurgency, i talebani furono nuovamente costretti ad adattarsi. Tra il 2010 e il 2019, l’organizzazione talebana si trasformò da un’insurrezione prevalentemente di tipo militare ad un’organizzazione politica in competizione con il governo centrale in Afghanistan, mentre la morte del leader spirituale dell’insurrezione, il mullah Omar, rallentò solo momentaneamente il movimento.
La continua consapevolezza dei punti di forza e di debolezza, della metodologia e dell’ideologia dei talebani consentì all’insurrezione di adattarsi e di trarre vantaggio dai cambiamenti avvenuti in Afghanistan negli ultimi anni.
Quasi due decenni dopo l’annientamento del regime talebano, i rappresentanti di entrambe le parti in conflitto, gli Stati Uniti e i talebani, iniziarono i negoziati di pace, fino a quando nel 2021 i talebani presero definitivamente il potere. Nella loro storia, i talebani hanno attraversato diverse fasi di dominio e di ritirata, ma la loro capacità di evolversi in un’entità politica a più livelli ha assicurato la loro continua presenza in Afghanistan.
Nel 2019 i negoziati Stati Uniti-talebani avevano l'intento di trovare un accordo e mentre i talebani volevano la completa rimozione delle truppe alleate dall’Afghanistan, al contrario gli Stati Uniti chiedevano l’impegno che il Paese non tornasse ad essere il rifugio di organizzazioni terroristiche. L’assenza della classe dirigente afghana nei colloqui di pace, rappresentò un importante tassello mancante per il futuro del Paese e dimostrò l’incapacità degli Stati Uniti di imparare dal passato. Quando gli Stati Uniti negoziarono con le truppe del Vietnam del Nord, senza la presenza dei funzionari del Sud, dopo solo due anni il governo cadde nel 1975.3
Durante i negoziati di pace, gran parte del paese rispecchiava ancora le condizioni degli anni novanta e le divisioni etniche e tribali che divisero l’Afghanistan e che diedero il via all’ascesa dei talebani erano tuttora presenti. Questo era anche riconoscibile quando i rappresentanti politici della Repubblica Islamica faticavano ad avere una maggioranza nell’elettorato poiché i gruppi etnici sostenevano principalmente i propri programmi e i propri candidati.
La corruzione nei gruppi politici continuava ad ostacolare il progresso, mentre le elezioni democratiche in Afghanistan venivano continuamente ritardate a causa della violenza. Nonostante diversi trilioni di dollari di aiuti e decenni di intervento da parte degli Stati Uniti e dell’Occidente, il Paese continuava a non riuscire a garantire i diritti democratici fondamentali e solo Kabul ed alcune grandi città davano una parvenza di democrazia.
L’opinione pubblica americana iniziò in gran parte a perdere interesse per il futuro dell’Afghanistan. Secondo alcuni sondaggi del 2018, solo il 58% dei votanti sapeva che gli Stati Uniti erano ancora coinvolti in operazioni militari in Afghanistan4 e altre erano ormai le sfide internazionali che prendevano il sopravvento sulle preoccupazioni dei media.
Durante i negoziati del 2019, i talebani approfittarono dei “cessate il fuoco” per tornare meglio addestrati ed equipaggiati e per continuare la loro Jihad ideologica, fino al 2021 quando presero rapidamente il potere nel Paese e il governo collassò.
In tutto ciò, considerando l’ingenuità politica dell’Occidente, vi è la questione di cosa abbia rappresentato il fallimento in Afghanistan per gli Stati Uniti e per tutto l’Occidente. Secondo alcuni analisti geopolitici, siamo di fronte al declino di una superpotenza, mentre per altri come Dario Fabbri, i fatti in Afghanistan rappresenterebbero una fase di maturità degli Stati Uniti, “quella che appare disfatta è manovra riuscita, malgrado il caos di Kabul. Gli Usa si affrancano da un paese ingestibile, in cui rischiano di finire invischiati gli avversari di sempre. Il destino del Numero Uno non cambia, purché gli americani non cedano all’emozione5”.
È interessante sapere che la costosa guerra in Afghanistan, finanziata dalla spesa pubblica americana, fu sostenuta anche dalla Cina, la quale ha acquistato il debito americano, secondo la massima napoleonica “Non interrompere mai il tuo nemico mentre sta facendo un errore6”.
Quando le forze statunitensi entrarono in Afghanistan, lo fecero sulla base di una forte componente emozionale dovuta all’11 settembre. Gli Stati Uniti non avevano alcuna comprensione del complesso panorama del paese afghano e non avevano nemmeno alcun piano per il futuro a lungo termine del paese. L’uso di dottrine e strategie obsolete, applicate ad una situazione afghana incompresa, provocò migliaia di vittime.
Gli Stati Uniti e le altre potenze dell’Occidente hanno imparato molto dall’esperienza dell’Afghanistan, ma rimane la necessità di saper agire in modo rapido ed efficiente, adattandosi ai cambiamenti del ritmo operativo e di saper considerare le sfumature culturali delle nazioni ospitanti.
La Tesi è consultabile, previa autorizzazione dell'Autore, presso la EMEROTECA del CESVAM
1 Eric S. Margolis, War at the Top of the World: The Struggle for Afghanistan and Asia (Toronto: Key Porter, 2007), 65.
2 Antonio Giustozzi, Decoding the New Taliban: Insights from the Afghan Field (New York, NY: Columbia University, 2009), 114-116.
3 “Afghanistan Talks Sound A Lot Like ‘Peace with Honor’ Ending to the Vietnam War,” USA Today, February 10, 2019
4 “Do Voters Know We’re Still At War With Afghanistan?” Rasmussen Reports, July 30, 2018
5 Lezioni Afghane - n°8 - 2021
6 Alessandro Manzoni, “il cinque maggio”
martedì 9 dicembre 2025
Tesi di Laurea Georg Burattini. Evoluzione delle tattiche usate dal movimento talebano. Premessa I Parte.
Barattini Georg
MASTER DI I LIVELLO IN TERRORISMO ED ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE, Università degli Studi Niccolò Cusano UNICUSANO – a.a. 2022-2023 –
PREMESSA
I talebani, da semplici studenti delle madrase e combattenti mujaheddin, nel corso degli anni hanno saputo dar vita ad una delle insurrezioni più efficaci e resilienti della storia moderna. Di conseguenza, l’improponibile guerra al "Terrorismo" dichiarata dagli Stati Uniti, non ha potuto evitare che i talebani continuassero a minacciare la sicurezza e la stabilità regionale, continuamente sottovalutando l’innovazione, la resilienza e sopratutto il consenso di cui disponevano.
Questa tesi si propone di esaminare le strategie dei talebani e la loro evoluzione fin dalla loro comparsa durante gli anni novanta, quando il gruppo diventò un’esplicita entità politica e militare. Suddivisa in periodi distinti, andremo a vedere cronologicamente la nascita e l’evoluzione dell’insurrezione talebana, così come la reazione della NATO e la dottrina statunitense della counter-insurgency.
Il primo capitolo andrà ad analizzare l’identità talebana, dove l’appartenenza etnica ha giocato un forte ruolo e dove avvenimenti quali l'invasione sovietica e la guerra civile hanno fortemente contribuito a forgiare il senso di appartenenza.
Il capitolo due introdurrà il fenomeno del Terrorismo Internazionale, l’affiliazione dei talebani ad Al-Qaeda e l’invasione a seguito dell'attentato alle "torri gemelle" di New York.
Il terzo capitolo andrà invece a mettere in luce come, in seguito agli eventi politici che diedero nascita alla Repubblica Islamica, i talebani siano riusciti a organizzare la loro resistenza fino ad arrivare agli accordi con gli Stati Uniti e la presa del potere nell’Agosto del 2021. Un doveroso riferimento sarà dedicato alla dottrina americana della counter-insurgency e all’ingenuità politica dell’Occidente.
Il quarto capitolo andrà invece a esaminare più nel dettaglio le tattiche e le strategie usate dai talebani e la loro evoluzione nel tempo, con uno specifico approfondimento sulla pratica del Martirio e la creazione della Brigata Martire inclusa tra le Forze Armate dell’Emirato.
La tesi è consultabile, previo autorizzazione dell'Autore, presso la Emeroteca del CESVAM
sabato 29 novembre 2025
Tesi di Laurea Elda Franchi. Terrorismo. I campi di concentramento in Cina. Conclusioni Bibliografia. Sitografia Documenti II Parte
Master in “TERRORISMO E ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE”
Terrorismo. i campi di concentramento in CINA.
BIBLIOGRAFIA
• LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, I laogai cinesi, I lager del terzo millennio, Fede e cultura, 2011
• J. KOTEK, P. RIGOULOT, Il secolo dei campi, I edizione novembre 2001
• PAOLO FERRANTE, Laogai. Una mostra a Verbania sui gulag cinesi, Brossura, 2009
• HARRY WU, Laogai l’orrore cinese, L’Ancora del Mediterraneo, 2006
• QIN GENG, China’s number one crime, 2006
• ROBERTO SAVIANO, Monologo su La 7 - Quello che (non) ho
• Eduxo Italia, Associazione di promozione sociale, Laogai: I campi di concentramento cinesi, 2020
• BOVINGDON, G., “Autonomy in Xinjiang: Han nationalist imperatives and Uyghur discontent”, Policy Studies, East-West Center, Washington, 2004
• GILL, B., MURPHY, M., “China’s Evolving Approach To Counterterrorism”, Harvard Asia Quarterly, 2005
• ALENI L., Distinguishing terrorism from wars of national liberation in the light of international law: a view from Italian courts, in Journal of international criminal justice, 6, 2008
• ARNOLD R., Terrorism, war crimes and the International Criminal Court, in Research Handbook on International Law and Terrorism, a cura di B. Saul, EE, Cheltenham, UK, 2014
• ROMANELLI R., L’impenetrabilità del sistema penale e penitenziario cinese: la macchina repressiva del regime nella condanna ai laogai tra violazione dei diritti umani ed economia di schiavitù Rosanna Romanelli
• SCIACCA F., Ingiustizia politica, Giuffrè, Terrorismo. Zona morta del diritto?, Milano 2003
• PETRICI A, Terrorismo e diritti della persona, questione giustizia
• Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, Out of sight – migrant women exploited in domestic work, 2017
• Commissione Europea, Stepping up action towards the eradication of trafficking in Human Beings, dicembre 2018
• Report dell’East Turkestan Information Center (ETIC), “East Turkestan: Genocide, Prison, Torture and Linguacide in the Name of Anti-Terrorism”, 2003
• Convention on the Rights of the Child (1989), art.: 14(1); 14(2) e 30.
• Convention Against Discrimination in Education: art. 5(b).
• Declaration on the Rights of Person Belonging to National or Ethnic, Religious and Linguistic Minorities (1992).
• Amnesty International, “PRC: Uighurs Fleeing Persecution as China Wages its War on Terror”, op. cit.
• COLARIZI A, Cina, detenuti setta spirituale Falun Gong uccisi per espianto organi: 90mila l’anno, Il Fatto Quotidiano, 1 luglio 2019
• DI LONGQUANMOKE, "Sujiatun, non solo più un nome”, Tortura e casi di morte, 18 marzo 2006
• DI PASQUALE C., Di Stato si muore? Per una critica dell’antropologia critica,2017
• HAFEZ M., Manifacturing Human Bombs. The Making of Palestinian Suicide Bombers, Washington, Institute of Peace Press, 2006
• BENIGNO F., Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica, Torino, Einaudi. Bourdieu, 2018
• NEODEMOS, La fine della politica del figlio unico in Cina. UN cambio generazionale, 8 marzo 2016
• LIVI BACCI M., Storia minima della popolazione del mondo, V edizione, Bologna, Il Mulino, 2016
SITOGRAFIA
• Amnesty International - www .amnestyinternational.org
• Cina: le violazioni i dei diritti umani - Amnesty International Italia
• Human Rights Watch – www.hrw.org
• La Repubblica - www .repubblica.it
• Organizzazione delle Nazioni Unite - www.un.org
• Rastrelli storia - www.rastrellistoria.altervista. org
• Laogai - https://www.laogai.it
• Laogai research - https://laogairesearch.org
• YouTube, I Laogai Cinesi ''Lavaggio del Cervello e Lavori Forzati’’, 2017
• Indocina dizionario - https://www.infocina.net/dizionario
• East west center Washington - www.eastwestcenterwashington.org/publications
• Laogai Research Foundation - https://laogairesearch.org
• Società italiana filosofia politica - sifp.it
• Focus - focus.it
• Terrorismo e diritti della persona - questionegiustizia.it
• CARTA 08: Il manifesto per lo Stato di diritto in Cina - Gariwo, la foresta dei giusti, it.gariwo.net
• LI ZHENGHUI, WANG ZHENMING - Diritti dell'uomo e Stato di diritto nella teoria e nella pratica della Cina contemporanea Li Zhenghui, Wang Zhenmin, juragentium.org
• PIERO CORRADINI, I diritti umani nella Costituzione Cinese - tuttocina.it
• Exposing Shoc- king Horrors Inside Sujiatun Concentration Camp, www.thepochtimes.com/news/6-3-11/39169.html
• Quanti sono i Laogai? Il numero dei campi di lavoro e il numero dei detenuti è considerato “segreto di stato” in Cina, in www.Laogai.it - Laogai Research Foundation Italia
• Report dell’East Turkestan Information Center (ETIC), “East Turkestan: Genocide, Prison, Torture and Linguacide in the Name of Anti-Terrorism” - www.uygur
• Annual Report of the United States Commission on International Religious Freedom, May 2004 - www.uscirf.gov
• Consiglio Nazionale delle Ricerche - cnr.it
• Global Peace Index: Indicators, su visionofhumanity.com
• Global Pace Index 2023: vision humanity.org
• Figlio unico in cina: firstonline.info
• La Cina paga gli effetti del figlio unico: filodiritto.com
CONVENZIONI INTERNAZIONALI E RIFERIMENTI GIURISPRUDENZIALI
• Convenzione per la prevenzione e la repressione del terrorismo, (Ginevra, 1937), mai entrata in vigore.
• Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, (Roma 1950), entrata in vigore il 3 settembre 1953. Focalizzazione su articolo 3.
• Convenzione Americana dei Diritti dell’Uomo, adottata dalle Nazioni Unite nel 1969. Focalizzazione su articolo 5.
• Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, adottato dall’Assemblea Generale dell’ONU il 16 dicembre 1966. Focalizzazione su articolo 7.
• Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, (New York 1984), entrata in vigore il 26 giugno 1987.
• Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata, (Parigi, 2007), entrata in vigore il 23 dicembre 2010.
• Costituzione della Repubblica Popolare Cinese, adottata il 4 dicembre 1982 (con alcune revisioni successive). Focalizzazione su articolo 33, 35, 36, 37, 41,
• Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948
• Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea
• Costituzione Cinese
La Tesi è consultabile, previo consenso dell'Autrice, presso la emeroteca del CESVAM. info: didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org
Le Conclusioni sono state pubblicate su questo blog in data 20 novembre 2025
Indice e premessa su www.internamentoereticolati.blogspot.com nel mese di novembre 2025


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