Asia

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Metodo di ricerca ed analisi adottato

Per il medoto di ricerca ed analisi adottato

Vds post in data 30 dicembre 2009 sul blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com
seguento il percorso:
Nota 1 - L'approccio concettuale alla ricerca. Il metodo adottato
Nota 2 - La parametrazione delle Capacità dello Stato
Nota 3 - Il Rapporto tra i fattori di squilibrio e le capacità delloStato
Nota 4 - Il Metodo di calcolo adottato

Per gli altri continenti si rifà riferimento al citato blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com per la spiegazione del metodo di ricerca.

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domenica 31 gennaio 2021

Rivista QUADERNIn.3 del 2020 Luglio-Settembre 2020

 



Per la parte dedicata alla Storia, iniziano con questo numero le pubblicazioni dedicate al centenario del Milite Ignoto che ricorre il prossimo anno. L’’Istituto è particolarmente impegnato in questa data anniversaria, e la Rivista non può che assecondare questa scelta. Prosegue, sull’abbrivio della Giornata del Decorato del 2021, che non si è potuta celebrare per via della epidemia da Covid19, che non può fermare l’attività posta in essere a corredo scientifico di detta giornata, le note riguardanti la campagna di Sicilia del luglio 1943 e degli avvenimenti riguardanti la campagna d’Italia del 1944. Contributi di Massimo Coltrinari e Luigi Marsibilio, nell’ambito delle ricerche avviate a seguito dei Progetti in corso riguardanti le tematiche della Guerra di Liberazione, e una di Giorgio Clemente che affronta particolari situazioni di nostri militari durante la seconda guerra mondiale e una nota di Consalvo Dolce riguardante l’intervento dell’impegno degli Stati Uniti nel Vietnam.

 

Per la parte geografica apre Valentina Trogu trattando della sociologia della deterrenza, mentre in geopolitica delle prossime sfide, una nota sul covid e come viene affrontato, che fa riflettere sulla leaderschip degli Stati Uniti nel mondo occidentale e Luca Bordini che tratta della digitalizzazione nelle FF.AA. Infine Stefano Chiarle tratta dell’Ucraina e del suo cammino verso la democrazia.

 

Nelle rubriche, quelle relative al CESVAM si riportano alcune peculiari attività del Centro, con la evidenziazione delle realizzazioni editoriali mentre gli Indici della rivista QUADERNI ON LINE si riferiscono al III trimestre del 2020. Si può finalmente dire che un costante aggiornamento delle NOTIZIE CESVAM e degli eventi a cui si partecipa come CESVAM è possibile trovarlo sulla home page della piattaforma www.cesvam.org alla rubrica “Eventi” ed alla rubrica “Notizia CESVAM”, mentre è in progetto la pubblicazione su questa rivista dei contenuti dei vari comparti della piattaforma

La rubrica di chiusura riporta la iconografia brigate di fanteria della prima guerra mondiale, come tradizione di questa rivista.

Da ultimo, l’editoriale del Presidente Nazionale ed il Post editoriale del Direttore del Periodico sono intonati al tema della celebrazione del Milite Ignoto, nel solco delle scelte sopra dette, e dei contenuti evidenziati nella pubblicazione consorella. (massimo coltrinari)

 

In I di Copertina:  Lapide Commemorativa del Bollettino della Vittoria del 4 Novembre 1918

 Info:quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org

martedì 19 gennaio 2021

Un conflitto in più per i Giganti asiatici

 

Tra Cina e India, il fiume (e la diga) della discordia

In Cina lo chiamano Yarlung Zangbo, in India Brahmaputra. È il fiume della discordia tra Pechino e Nuova Delhi, i due giganti asiatici impegnati in annosi contenziosi territoriali lungo il poroso confine che divide Tibet e Xinjiang dalle regioni indiane dell’Arunachal Pradesh e dell’Aksai Chin. Sgorga dal Tibet e attraversa India e Bangladesh percorrendo oltre 2.900 km tra ghiacciai, canyon e vallate lussureggianti. All’estero è noto per essere il corso d’acqua più alto del mondo, ma per le popolazioni locali, prevalentemente agricole, il fiume è soprattutto un’imprescindibile fonte di sostentamento. Così, quando alcuni giorni fa il colosso delle rinnovabili Power Construction Corporation of China ha annunciato la costruzione sul tratto cinese di una mega diga “senza precedenti nella storia” la notizia ha suscitato immediate preoccupazioni nei due Paesi a valle.  Tre volte più potente della famigerata Diga delle Tre Gole  ̶  realizzata sullo Yangtze nel 2006 nonostante l’opposizione degli ambientalisti  ̶  il nuovo impianto si colloca all’interno dell’ambizioso pacchetto di investimenti preannunciato dal Partito comunista per il prossimo piano quinquennale. Obiettivo: sostenere la crescita economica perseguendo il taglio delle emissioni. Ma se per Pechino la nuova diga (una delle otto programmate per i prossimi dieci anni) risponde a “esigenze ambientali, di sicurezza nazionale, e cooperazione internazionale”, in India, dove la popolarità del Dragone è già ai minimi storici, l’annuncio è stato accolto con diffidenza. Soprattutto considerata la collocazione: Medog, l’ultima contea tibetana dove lo Yarlung Zangbo forma un gomito prima di gettarsi nelle aree contese dell’Arunachal Pradesh e cambiare nome. Non solo l’area coinvolta è soggetta a smottamenti e frequenti scosse sismiche. Secondo India Today, la scarsa densità abitativa rende il progetto inutile per le popolazioni locali, tanto che c’è chi sospetta sia stato pianificato con l’obiettivo di “sottrarre” energia elettrica ai villaggi di confine per dirottarla verso la Cina centrale. Un’accusa che accompagna di frequente gli investimenti idroelettrici cinesi quando incidono sulla distribuzione delle risorse nel vicinato asiatico. Ma sono soprattutto le possibili ricadute geopolitiche a preoccupare Nuova Delhi. Da mesi le due potenze regionali sono impegnate a fronteggiarsi lungo la contestata Linea di controllo effettivo (LAC, Line of Actual Control) che divide  ̶  o almeno dovrebbe  ̶  il territorio indiano da quello tibetano. A giugno 22 soldati indiani e un imprecisato numero di cinesi hanno perso la vita negli scontri più violenti dal 1975. La gestione della diga permetterebbe a Pechino di controllare il flusso d’acqua provocando oltreconfine inondazioni e siccità a proprio piacimento. Il problema non è nuovo. Lo stesso dilemma si ripropone ciclicamente lungo il Mekong, il fiume più lungo dell’Indocina, che il gigante asiatico condivide con Thailandia, Vietnam, Laos e Cambogia.  In entrambi i casi, l’opacità con cui la Cina gestisce le controversie non aiuta a diradare i sospetti. Un accordo siglato nel 2002 imporrebbe la condivisione dei dati idrologici con il governo indiano durante la stagione dei monsoni. Ma la prassi è stata spesso ignorata con tempismo sospetto. È successo nel 2017, quando dopo 72 giorni di tensioni militari sull’altopiano del Doklam, Pechino smise di consegnare a Nuova Delhi le informazioni idrometriche del Brahmaputra. Il pericolo di una manipolazione delle risorse idriche si è riaffacciato lo scorso giugno, al culmine delle schermaglie lungo la frontiera sino-indiana quando, secondo rilevamenti satellitari, i bulldozer cinesi bloccarono il flusso naturale del fiume Galwan nell’omonima valle teatro degli scontri.  In Cina, dove fino al secolo scorso l’agricoltura è rimasta la prima fonte di sussistenza, la costruzione di dighe e canali vanta una storia millenaria. Si fa risalire al leggendario sovrano Yu il Grande, ed è rimasta una costante durante tutto il periodo imperale per scongiurare carestie e rivolte contadine. Con l’avvento della leadership comunista, alle grandi opere idrauliche (si pensi al ciclopico progetto di diversione delle acque South-North Water Transfer Project vagheggiato da Mao Zedong e avviato nel 2002 per dissetare il Nord del Paese industriale grazie a una serie di canali e acquedotti) è stato affiancato l’utilizzo dell’ingegneria ambientale. Per sei decenni, il Partito/Stato ha schierato aerei militari e cannoni antiaerei per inseminare le nuvole con ioduro d’argento e azoto liquido così da addensare le goccioline d’acqua fino a trasformarle in neve e pioggia.

Mentre la tecnologia è stata utilizzata principalmente a livello nazionale per alleviare la siccità o schiarire il cielo in vista di eventi celebrativi, come nel caso delle dighe anche le nuove tecniche di modificazione del clima hanno finito per creare apprensione al di là della Muraglia. Solo pochi giorni fa Pechino ha annunciato un piano mirato a quintuplicare entro il 2035 le operazioni di inseminazione delle nuvole fino a coprire un’area grande quanto l’India. Epicentro del progetto sarà proprio l’altopiano tibetano, la più grande riserva di acqua dolce d’Asia dove nascono il Mekong e il Brahmaputra. Far fluire artificialmente l’aria calda e umida del subcontinente indiano verso le desertiche province della Cina settentrionale è un’idea che circola negli ambienti militari cinesi fin dagli anni Settanta. E mentre per ora il cloud seeding sembra avere esclusivamente finalità pacifiche, la Cina non sarebbe certo la prima a impiegare la geoingegneria per colpire i Paesi rivali. Durante la guerra del Vietnam, furono gli Stati Uniti a manipolare le piogge stagionali per bloccare i rifornimenti lungo il sentiero di Ho Chi Minh

 

sabato 9 gennaio 2021

Il Tibet e la politica internazionale

 

Il ritorno del Tibet nell’agenda USA

La vittoria di Biden preannuncia un maggior sostegno alla causa tibetana e nuove sanzioni contro chi violi in Tibet i diritti umani dopo gli anni di indifferenza dell’amministrazione Trump, più aggressiva a riguardo. Il perché lo spiega la stampa cinese alludendo al pallino dei Democratici per i «cosiddetti diritti e valori umani». Barack Obama ha incontrato il Dalai Lama alla Casa Bianca ben quattro volte: «la Cina deve rimanere vigile». Confermando i timori cinesi, lo scorso settembre il presidente eletto ha promesso «supporto per il popolo tibetano», nuove sanzioni contro i trasgressori dei diritti umani, e «un’espansione del servizio in lingua tibetana di RFA» (Radio Free Asia).

 

C’è stato un tempo in cui il Dalai Lama veniva invitato alla Casa Bianca, le autoimmolazioni dei monaci tibetani campeggiavano sulla stampa internazionale e le violazioni dei diritti umani sul Tetto del Mondo sfilacciavano le relazioni tra Cina e Stati Uniti. Poi è arrivato Trump. Negli ultimi quattro anni, le controverse politiche etniche dispiegate da Pechino per sinizzare la regione autonoma sono scomparse dai radar dell’amministrazione statunitense. Troppo preso dalla guerra commerciale, il nuovo inquilino dello studio ovale non è parso dare alcun peso alla rapida erosione della libertà religiosa sotto la presidenza Xi Jinping. Secondo quanto racconta in The room where it happened John Bolton, The Donald sarebbe intervenuto personalmente per bloccare un incontro tra Sua Santità Tenzin Gyatso e Nikki Haley, ambasciatrice presso le Nazioni Unite fino al dicembre 2018. «Una volta che Trump si è chiesto come avrebbe reagito la Cina, il viaggio era sostanzialmente morto», scrive l’ex consigliere per la Sicurezza nazionale aggiungendo ulteriori dettagli sull’ammirazione dimostrata dal presidente americano nei confronti della lotta al “terrorismo” nello Xinjiang, la regione del Far West cinese che con il Tibet condivide non solo il confine settentrionale. Chen Quanguo, nominato nel 2016 segretario del partito locale dopo cinque anni in Tibet, pare che abbia replicato quanto affinato nella regione himalayana realizzando un massiccio sistema di sorveglianza per monitorare la minoranza uigura, l’etnia di religione islamica accusata proprio come i tibetani di minacciare la sicurezza nazionale con rivendicazioni separatiste, ma che le organizzazioni per la difesa dei diritti umani considerano vittima di un genocidio culturale.  Nell’ultimo anno, però, un po’ per motivi elettorali, un po’ per indisporre Pechino, un po’ per assecondare le richieste del Congresso, il Tibet e lo Xinjiang sono improvvisamente diventati una priorità dell’amministrazione Trump alla stregua di Hong Kong, dove l’ingerenza cinese mette a repentaglio l’autonomia assicurata con la formula “un paese due sistemi”. A luglio, a distanza di oltre un anno dall’approvazione del Reciprocal Access to Tibet Act, il Dipartimento di Stato ha annunciato le prime restrizioni sul rilascio dei visti americani ai funzionari cinesi «coinvolti nella formulazione o nell’esecuzione di politiche relative all’accesso degli stranieri alle aree tibetane». Mentre le misure chiedono reciprocità, quindi sostanzialmente l’apertura della regione in larga parte blindata ai visitatori internazionali, il comunicato di Mike Pompeo ribadisce l’impegno degli Stati Uniti «a lavorare per promuovere lo sviluppo economico sostenibile, la conservazione ambientale e le condizioni umanitarie delle comunità tibetane nella Repubblica popolare cinese». Non è chiaro a chi siano indirizzate le sanzioni. Il nome di Chen Quanguo rientra già nella lista nera dei funzionari colpiti da analoghe limitazioni di viaggio come punizione per le violazioni dei diritti umani nel Xinjiang. Ma l’annuncio, seppure simbolico, ha sancito una prima importante presa di posizione dopo il prolungato silenzio americano.  Dall’inizio dell’anno il Congresso ha introdotto altre due bozze di legge sul Tibet ‒ il Tibet Policy and Support Act e il Free Tibet Act ‒, mentre il 14 ottobre l’ex assistente segretario di Stato per la Democrazia, i Diritti umani e il Lavoro, Robert Destro, è stato nominato coordinatore speciale per gli affari del Tibet, un incarico rimasto vacante dal 2017. Ma la vera svolta è arrivata il 20 novembre con la storica visita alla Casa Bianca di Lobsang Sangay, la prima in sessant’anni da parte di un leader dell’Amministrazione centrale tibetana, il governo tibetano in esilio. Nientemeno che «un’organizzazione separatista» secondo Pechino, che ha assunto militarmente il controllo del Tibet nel 1950, costringendo il Dalai Lama all’esilio. Da allora il centro politico tibetano si è spostato a Dharamsala, in India. La nomina di Sangay a primo ministro (Kalon Tripa), nel 2011, ha coinciso con la rinuncia di Tenzin Gyatso a ogni incarico politico per mantenere unicamente il ruolo di guida spirituale. Mentre Sangay ‒ che per anni ha intrattenuto solo segretamente gli scambi con gli esponenti dell’establishment a stelle e strisce ‒ era già stato ricevuto da Destro lo scorso mese, il suo arrivo alla Casa Bianca ufficializza implicitamente il riconoscimento americano dell’indipendenza del Tibet. Una vera bomba a orologeria per le relazioni bilaterali considerata l’irremovibilità del regime comunista davanti alle ingerenze esterne nelle questioni che concernono la sovranità nazionale. Specie in zone di interesse strategico come le regioni occidentali, ricche di risorse naturali, che separano la Repubblica Popolare da Paesi instabili come Pakistan e Afghanistan. Stando a Radio Free Asia, società di radiodiffusione finanziata dal governo statunitense, un primo inedito riferimento all’occupazione cinese manu militari del Tibet è comparso recentemente negli Elements of China Challange, il documento programmatico con cui l’ufficio del segretario di Stato ha spiegato in dieci punti come contenere l’ascesa cinese sullo scacchiere internazionale.  La vittoria di Joe Biden preannuncia una linea anche più aggressiva a riguardo. Il perché lo spiega la stampa cinese alludendo al pallino dei Democratici per i “cosiddetti diritti e valori umani”. Barack Obama ha incontrato il Dalai Lama alla Casa Bianca ben quattro volte: “la Cina deve rimanere vigile”. Confermando i timori cinesi, lo scorso settembre il presidente eletto ha promesso «supporto per il popolo tibetano», nuove sanzioni contro i trasgressori dei diritti umani, e «un’espansione del servizio in lingua tibetana di RFA». Ma il ritorno del Tibet nell’agenda presidenziale trascende le dinamiche del bipartitismo statunitense. Secondo Bloomberg Economics, nel 2050 la Cina potrebbe superare gli Stati Uniti diventando la prima potenza mondiale non solo in termini di PIL ma persino per influenza politica. Perché questo non accada, davanti all’incontestabile peso economico del gigante asiatico, occorre puntare sulle specificità americane: ovvero, quei valori democratici che hanno contraddistinto il protagonismo internazionale di Washington dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il braccio di ferro tra American Dream e “Sogno Cinese” si disputa anche sul Tetto del Mondo.

 

mercoledì 30 dicembre 2020

Bilancio 2020 Accesso al Blog

 


 

Il presente blog in questo 2020 ha avuto dalla sua apertura n.    22392    accessi

La media degli accessi al blog è stata:

I Trimestre  pari a 4

II Trimestre pari a 16

III Trimestre pari a 32

IV Trimestre pari a 31

La media degli accessi annua è di   21    elementi

I Post totali dalla apertura del blog  è pari a 375

I Trimestre  pari a 3,33

II Trimestre pari a 3,50

III Trimestre pari a 2

IV Trimestre pari a 2,83

La media dei post per l’anno 2020 è di  2,83     ogni mese

 

 

domenica 20 dicembre 2020

venerdì 11 dicembre 2020

I Membri ASEAN


FONTE: Rivista LIMES rivista di geopolitica n. 6 del 2020



 L'ASEAN è stata fondata l'8 agosto del 1967  a Bangkok. Oltre ai paesi fondatori vi sono paesi osservatori. Asean+ 3 Paesi Asean che colloquiano con Cina Corea del Sud e Giappone per emergenza Virus. Asena + 6 Paesi Asean che colloquiano con Cina, Corea del Sud, Giappone, India, Nuova Zelanda ed Australia

venerdì 4 dicembre 2020

Rivista QUADERNI N. 2 del 2020

info: quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org

 approfondimenti:  www.istitutodelnastroazzurro.org

venerdì 27 novembre 2020

Cina: le possibili linee future di Sviluppo


 Fonte LIMES Rivista di Geopolitica


 La Carta mostra inizialemnte una intesa tattica con la Russia. Poi sottolinea al'importanza che riveste per la Cina la provincia dello Xinjiang in cui la città di Urinqi è fondamentale per tenere aperta la nuova via della seta terrestre per connettere la Cina all'Oceano Indiano con l'arrivo al porto di Gwadar in Pakistan. Inndi mostra il mediterraneo asiatico che ancora sotto controllo statunitense dovrà essere conquistato affinchè la Cina possa diventare una potenza globale

venerdì 20 novembre 2020

Cina. Politiche per il futuro

 Il plenum del comitato centrale del partito comunista cinese lo scorso ottobre ha approvato il testo delle proposte per lo sviluppo del paese nie prossimi cinque anni. IL documento elenca i problemi da affrontare: disuguaglianza crescente tra città e zone rurali, inquinamento, mancanza di innovazione di qualità. Non è stato fissato un numero di crescita del PIL, ma è stato fissato l'impegno di portare il PIl pro capite a livello di quello di un paese moderatamente sviluppato.La crescita, infine si baserà sul mercato interno e sullinnovazione e l'indipendenza tecnologica. 

martedì 10 novembre 2020

venerdì 30 ottobre 2020

Corea delSud: Come affronatre il Covid

 La Corea del Sud ha stabilito di creare cinque livelli di prevenzione dei contagi da epidemia Covid. Il sistema prevede misure per strutture ed aree in base ai nuovi casi settimanali ed alla disponibilità di posti letto negli ospedali. Inoltre è stato prescritto l'uso generale della mascherina. Nella capitale Seul in tutit i luoghi compresi i cinema e gli interni dei caffe.  

martedì 20 ottobre 2020

Il teatro Indo-Pacifico


 Fonte Rivista LImes Rivista di Geopolitica

sabato 10 ottobre 2020

Teatri Operativi della marina cinese


 Fonte  LIMES Rivista di Geopolitica giugno 2020

sabato 15 agosto 2020

India. Cartografia del XVI secolo


 Fonte. LIMES, rivista di geopolitica

mercoledì 5 agosto 2020

Reort Blog Asia 2019 -2020

Pechino, la città proibita

www. coltrinariatlanteasia.blogspot.com
Blog di sviluppo per l'approfondimento
della Geografia Politica ed Economica
attraverso immagini, cartine, grafici e note.
Atlante Geografico Statistico
Capacità dello Stato. Parametrazione a 100 riferito
 agli Stati all’Asia.
Spazio esterno del CESVAM –
Istituto del Nastro Azzurro.
Entrato a sistema per il Master di 1° Livello in
 Politica Militare Comparata. dal 1960 ad Oggi
(info:www.unicusano,it/masteer

Aperto nel 2012, ha un totale di 14623  visitatori
15642 al febbraio 2019
 al 30 settembre 2018,
 con una media mensile che oscilla tra i 500 e 600 visitatori.
 La stessa media è stata mantenuta nell'arco di tempo tra il 2018 ed il 2019
 Nell'Ultimo anno fino ad aogosto 2020 si sono avuti in totale 21285 accessi, con una media tra i 200 ed i 250 contatti

Sono stati pubblicati 351 post.
 con una cadenza mensile di 4 post al mese

Come utenza, i Paesi rilevati sono Gli Stati Uniti e la germania 
mentre sull’ordine delle unità sono
i contatti dall’ Italia, Francia ed altri paesi europei.
(info:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)

Per una visione riguardante il Cesvam vai su: 
mentre per una visone generale della attività dell'istituto del Nastro Azzurro cosulta:

martedì 28 luglio 2020

Taiwan: quale futuro?

Fonte LIMES, rivista di geopolitica.

info:wwwlimesonline.con

Con la epdidemia in corso il problema di Tauwan non è più al centro dell'agenda politica di Pechino. Da sempre la Cina considera Taiwan parte integrante della repubblica Popolare Cinese. Ora le priorità sono altre 

martedì 21 luglio 2020

La Cina . La stabilità del paese è centrale per quella del continente e del mondo

Fote: LIMES rivista di geopoltica

Infowww.limesonline.com

La Carta mostra il centro e la periferia della Cina. La epidemia di Civid19 ha aggravato la distanza e  sollevato ulteriori problemi tra queste due Cine, che il Governo deve affrontare anche se non è in vista un pericolo di unità nazionale. In ogni caso il saldo controllo del paese è uno dei fattori centrali della stabilità sia dell'Asia che del mondo.

Contatti: www.cesvam.org

martedì 14 luglio 2020

La Civiltà Cattolica in cinese

Ill 20 aprile 2020 A 170 anni compiuti dalla sua Fondazione La Civiltà Cattolica ha realizzato un sogno coltivato da tempo

Cioè quello di varare una propria dizione in cinese.
 l'indirizzo web è www.gjwim.org    Il sito è suddiviso in quattro sezioni notizie: mondo riflession e cristiana e cultura. Collegato al sito e l'account : WeChat della rivista il cui codice identificativo è  gjwm1850.
la rivista ora esce in 6 lingue italiano inglese francese spagnolo coreano e cinese

martedì 7 luglio 2020

La Russia in Asia




Numero dedicato alla russia anche asiatca ed ai rapporti in Asia di Mosca

martedì 30 giugno 2020

La Cina ed il Covid 19

Fonte www.laciviltàcattolica.it


 Articolo di Benot Vermander S.I
Sintesi: primo paese colpito dalla pandemia e primo paese a uscire dal contenimento la Cina occupa un posto cruciale nella crisi attuale è il modo in cui reagisce e reagirà alla situazione come pure ai vari soggetti che gravano su di lei determinerà i contorni del nuovo panorama globale che emergerà.

Le incognite rimangono numerose.

Questo articolo offre una sintesi dei fatti accertati di quelli che rimangono dibattuti e soprattutto e le sfide che ci attendono il dovere di fare la verità è quello di assicurare la solidarietà della comunità di destino che riunisce l'umanità potranno coesistere con difficoltà l'opinione pubblica è responsabile dell'Europa mondo intero sono chiamati a fare un discernimento più impegnativo ti qualunque altro discernimento collettivo che sia stato condotto in passato

Aggiornamento sulla pandemia e sui risvolti che questa ha nel mondo.

domenica 21 giugno 2020

Uzbekistan: il suo ruolo al centro dell'Asia

Fonte LIMES, rivista di geopolitica  info:www.ilmioabbonamento.it

La carta mostra le interelazioni che il paese degli Uzbechi ha al centro del continente asiatico. Il suo studio porta a comprendere molte dinamiche di questo paese posto su una delle tante vie della seta che la Cina sta attivando per arrivare ai mercati europei.

www.cesvam.org

domenica 14 giugno 2020

QUADERNI n 1 del 2020


La rivista può essere richiesta a Istituto Nastro Azzurro, Roma Piazza Galeno 1 (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

giovedì 4 giugno 2020

CIna: se ammettesse la sua colpa?

Sul numero 4 del 2020 della rivista italiana di Geopolitica LIMES, titolata "Vincolo interno",  Fabio Mini scrive a pagina 242 una articolato ipotetico e possibile mea culpa in mertio alla epedimeia in corso
Scrive Mini: "La cina è definita non trasparente è inaffidabile e mentitrice e destabilizzante perché non dice quello che vorrebbero sentirsi dire gli americani. Trump pretende che confessi i suoi crimini ma paradossalmente le accuse perderebbero di significato politico strategico nel momento in cui la Cina le confermasse.

Immaginiamo che la Cina dica apertamente: è vero abbiamo condotto un attacco biologico su Wuhan come prova in scala 1 a 1 di un attacco sulle principali città degli Stati Uniti; abbiamo usato un virus depotenziato per non dover affrontare una situazione incontrollabile; abbiamo scelto Wuhan perché è il centro della Cina distante dai principali centri produttivi cinesi, centro nevralgico dei trasporti e frequentatissima da stranieri di tutte le razze, soprattutto da turisti, imprenditori, tecnici e spie americane. Abbiamo avviato un piano di inganno con attacchi limitati a Taiwan, alla Corea del Sud, al Giappone, all'Iran, all'Italia, alla Francia alla Russia e alla Spagna. Abbiamo riscontrato quali sono le vulnerabilità di ciascun paese è verificato che la letalità del virus è maggiore laddove le strutture sanitarie sono carenti o la leadership è incapace. Lo abbiamo fatto per ritorsione contro le precedenti epidemie scatenate in Cina dagli Stati Uniti e loro delegati per puri scopi commerciali. Sei epidemie nel giro di due anni. Febbraio 2018 aviaria con virus H7 NH, 1600 contagi 600 morti e decine di migliaia polli eliminati; la Cina deve importare pollame dagli USA. Giugno 2018 aviaria con virus H7N9, altre migliaia di polli uccisi e nuova importazione dagli USA. Agosto 2018 influenza suina stesso ceppo diffuso in Russia e proveniente dalla filoamericana Georgia, milioni di maiali uccisi e importazione di carni suine dagli USA. Maggio 2019 massiccia infestazione di parassiti distrugge i raccolti in 14 delle 30 province cinesi che devono acquistare in America grano. mais e soia. Dicembre 2019 la comparsa del coronavirus a Wuhan arresta l'intera economia cinese. Gennaio 2020 un virus altamente patogeno della famiglia aviaria colpisce allevamento di pollame nello Hunan a sud di Wuhan migliaia di polli muoiono e altrettanti devono essere uccisi. La Cina deve importare altro pollame dagli USA.

Due epidemie sono naturali, tre sono una coincidenza, quattro sono una sfiga, sei sono una guerra. Le epidemie ci hanno costretto a importare dal resto del mondo e in particolare dagli Stati Uniti carni di maiale e di pollo per centinaia di miliardi finiti nelle tasche degli amici e sostenitori di Trump. Ora siamo pronti a replicare l'attacco su larga scala e questa volta soltanto sugli Stati Uniti, ma con un virus ancora più potenti rapidi e legali. Quindi o lasciate perdere questa storia dei dazi e delle sanzioni, la minaccia nel Pacifico, non ci rompete le palle in Africa e ci lasciate commerciare a modo nostro o vi riportiamo ai tempi del Far West quando non avevate né leggere né ordine e dovevate spararvi a vicenda col fazzoletto sul naso."

Una interessante storia da rileggere ed approfondire. Questo vuole veramente TRUMP? Una confessione di tal fatta? Le opzioni per il capo della Casa Bianca sarebbero due o scatenare la guerra nucleare oppure dichiarare che tutta la confessione è un bluff? Oppure pretendere il risarcimento dei danni che la Cina ha arrecato al mondo. Ma se tutto fosse vero non si esporrebbe ad un attacco batteriologico immediato, dato che Pechino certamente non accetterebbe il ruolo del colpevole.

Un bel esercizio di geopolitica.

CFr. "Se la Cina confessasse i suoi "crimini di pandemia", che farebbe TRUMP?  post in data 6 giugno 2020 in www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com


lunedì 25 maggio 2020

Le infezioni nel mondo SARS,MERS e Influenze Aviarie


Fonte LIMES, Rivista geopolitica  info:www.ilmioabbonamento.it
 Laura Canali, nel numero di Marzo 2020 di LIMES riporta interessanti note sui virus nel mondo.
Riporta varie carte tra cui quella qui rappresentata che "sono relative ai patogeni più pericolosi per l'uomo secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (www.who.int). Per queste malattie non esistono cure definitive.
Le seguenti malattie sono tutte zoonosi. Una zoonosi è una malattia infettiva che si trasmette dagli animali all'uomo o viceversa, direttamente o indirettamente (tramite altri organismi vettori o alimenti infetti). Le principali vie di trasmissione nei microrganismi per le zoonosi sono: aero-diffusione, catena oro-fecale, sessuale, vettori (ospiti del microrganismo che lo trasportano).

Altre definizioni utili:
      Serbatoio: individuo, animale, pianta o substrato inanimato in cui un agente infettivo di norma risiede e si moltiplica e da cui dipende primariamente per la sopravvivenza.
      Sorgente: sito dal quale un microrganismo passa immediatamente ad un ospite. Può coincidere con il serbatoio (infezioni a trasmissione sessuale) o essere rappresentata da un veicolo (acqua, alimenti, ecc.)
  
CARTA 7
1. Severe acute respiratory syndrome (Sars): forma atipica di polmonite con sintomi quali febbre, mialgia, letargia, tosse, mal di gola e sintomi gastrointestinali causata dal coronavirus Sars-CoV, rintracciato nei pipistrelli. Si ritiene si sia diffuso nell'uomo tramite gli zibetti, dei mammiferi venduti come cibo in alcuni mercati asiatici.
2. Sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus (Mers, Middle East respiratory syndrome): infezione respiratoria con sintomi quali febbre, astenia, insufficienza respiratoria e renale, causata dal coronavirus MERS-CoV, rintracciato nei dromedari, benché non si sappia ancora come sia stato trasmesso agli esseri umani.
3.   Influenza aviaria: malattia con sintomi quali febbre, tosse, odinofalgia, dolori muscolari, congiuntivite e in alcuni casi lo sviluppo di problemi respiratori e polmonite causata da diversi sottotipi del virus influenzale di tipo A (della famiglia degli orthomyxovirus), quali l'H5N1 o l'N7N9. Il virus si trasmette solitamente tramite il pollame da allevamento, bit.ly/2weV04I